Zoomark, verso edizione da record


Sarebbero almeno 60 milioni i piccoli animali da compagnia in Italia, ormai membri a tutti gli effetti delle nostre famiglie. Fanno parte di nuclei familiari tendenzialmente più numerosi rispetto alla media nazionale (2,8 componenti a fronte di 2,4), ma i pet sono in crescita anche nelle famiglie con un solo componente (passate dall’8,4% del 2011 all’11,1% nel 2017). Tra i più numerosi ci sono i pesci, che sono quasi 30 milioni, e gli uccellini, che si attestano a circa 13 milioni, numero che ci vale il primato in Europa. Quasi 7 milioni sono i cani, circa 7,5 milioni i gatti, mentre gli altri piccoli mammiferi (tra cui conigli, furetti e roditori come criceti, cavie, cincillà e degu) raggiungono quota 1,8 milioni. I rettili (tartarughe, serpenti e iguane) sono circa 1,3 milioni. È quanto emerge dalla decima edizione del Rapporto Assalco–Zoomark, compendio annuale sul mondo dei pet, che sarà presentato giovedì prossimo 11 maggio a Bologna in occasione dell’apertura di Zoomark International 2017, il Salone internazionale sui prodotti e le attrezzature per gli animali da compagnia. Interverranno all’inaugurazione Franco Boni, Presidente di BolognaFiere, Antonio Bruzzone, Direttore Generale di BolognaFiere, Gianmarco Ferrari, Presidente di ASSALCO (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia), e Antonio Manfredi, direttore di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). La manifestazione, giunta alla 17a edizione.
E cresce anche in Europa l’attenzione e la cura per gli animali d’affezione. È quanto emerge da un’anticipazione della 10a edizione del Rapporto Assalco-Zoomark, compendio annuale sul mondo italiano dei pet, con uno sguardo sull’estero. Il Rapporto – curato da Assalco, l’Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia, e da Zoomark International – verrà presentato ufficialmente giovedì 11 maggio nell’ambito del Convegno inaugurale. Il trend di crescita per il settore del “pet care”, che include alimenti e accessori per gli animali di affezione, riguarda soprattutto alcuni dei principali mercati europei. Secondo le rilevazioni dell’istituto di ricerca IRI, nel canale Mass Market in Europa (nello specifico in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, e Spagna), nell’anno terminante a giugno 2016 il pet care ha registrato una crescita a valore pari a +0,9%, arrivando a raggiungere i 9.980 milioni di euro di euro in questi soli sei Paesi. Il trend è stato trainato in particolare da Spagna (+5,5%), Italia (+2,2%) e Germania (+2,1%).
Zoomark International è, in Europa, l’evento clou negli anni dispari per il settore dei prodotti per animali da compagnia.
L’edizione precedente, del 2015, ha visto la presenza di 615 espositori, di cui 394 esteri provenienti da 35 Paesi. Una superficie di 45mila metri quadrati ha ospitato il meglio della produzione internazionale nei settori del food, dell’accessoristica, della cura e del comfort degli animali da compagnia. Il numero di buyer e visitatori ha toccato il livello record di 22.299 presenze, di cui 15.526 operatori italiani e 6.773 esteri provenienti da 85 Paesi (+15% rispetto all’edizione precedente del 2013).
Nell’edizione 2017 è stato raggiunto il sold-out anche per il quinto padiglione, aperto per rispondere alle numerose domande di partecipazione, provenienti soprattutto dall’estero. In notevole crescita infatti la superficie espositiva totale, che ha raggiunto i 50mila mq, e anche il numero degli espositori, che saranno circa 735. Incremento significativo anche per i Paesi esteri rappresentati, che sono cresciuti a ben 43 (35 nel 2015). 25 gli eventi correlati.
“Zoomark 2017 promette di essere davvero un’edizione da record, segnale eloquente della grande vitalità del mercato pet e, soprattutto, della leadership conquistata dalla nostra fiera in ambito internazionale”, ha dichiarato Marco Momoli, direttore commerciale Italia di BolognaFiere.
Quest’anno in fiera verrà presentata Vita veg, alimentazione per animali assolutamente vegetale, per venire incontro alle nuove esigente di un popolo abnimalista crescente che rifiuta i prodotti di origine animale per il consumo umano ma non sa come gestire l’alimentazione dei propri beniamini.

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