Zola Predosa, di nuovo in protesta gli operai della Disco Verde


BOLOGNA, 10 SET. 2009 – Operai di nuovo sul tetto alla Disco Verde di Zola Predosa, nel bolognese, ditta che si occupa di servizi di vigilanza e sorveglianza. Quattro dipendenti sono saliti sulla sommità dell’azienda per un blitz durate cinque ore durante il quale è stato dato fuoco con della benzina a dei sacchi di plastica. La protesta è durata dalle 9 alle 14 circa. I quattro hanno replicato la protesta già messa in atto il 31 agosto dopo che gli 82 dipendenti, al ritorno dalle ferie, avevano trovato lettere di licenziamento da parte dell’azienda. Poi c’era stata una mediazione delle istituzioni (in particolare Comune di Zola Predosa e Provincia di Bologna) e la protesta è terminata quando, il 3 settembre, è stato firmato un accordo tra proprietà, sindacati e istituzioni.Ieri doveva esserci un primo incontro nella sede della Provincia con la proprietà (i dipendenti sono senza stipendio da quattro mesi) che però non si è presentata. Da qui la protesta di oggi. “Quando abbiamo visto le taniche di benzina ci siamo preoccupati – ha spiegato Carmelo Massari, segretario della Uiltucs-Uil di Bologna – ma siamo riusciti a convincerli a scendere”, anche con la mediazione del sindaco di Zola Stefano Fiorini e dell’assessore provinciale alle Attività Produttive Graziano Prantoni.Così sono stati fissati due incontri, uno il 15 e l’altro il 17 settembre, sempre nella sede della Provincia. In particolare il secondo, che dovrebbe riguardare un accordo su primi anticipi sulla cassa integrazione, sarà sostenuto da tutti i lavoratori della Disco Verde (ne sono rimasti una sessantina), che faranno un presidio all’esterno di Palazzo Malvezzi.

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