“Zene Srebrenice”, l’8 marzo di Cna


BOLOGNA, 4 MAR. 2011 – L’8 marzo di CNA Impresa Donna Emilia-Romagna, CNA Impresa Donna Bologna e dell’Associazione Orlando è dedicato alle “Donne di Srebrenica”, riunite oggi in un’Associazione con sede a Tuzla, città con la quale Bologna è gemellata. Martedì prossimo, infatti, inaugurerà “Zene Srebrenice”, una mostra fotografica co-prodotta dai tre enti e curata da Virginia Farina.Con questa iniziativa prosegue l’attività di sostegno e di difesa dei diritti civili delle donne nel mondo che le imprenditrici di CNA Emilia Romagna stanno portando avanti da alcuni anni. L’ulitma è la raccolta di firme per la liberazione dell’avvocatessa iraniana Nasrin Soutudet, condannata dal regime iraniano ad undici anni di carcere per la sua attività in favore dei diritti umani. “La mostra – spiega Lalla Golfarelli, responsabile di CNA Impresa Donna Emilia Romagna – racconta il dolore e la grande forza delle donne di Srebrenica sopravvissute all’eccidio perpetrato nella cittadina bosniaca nel luglio 1995 dalla milizie serbe di Ratko Mladic”.La mostra, che è allestita presso il Centro di Documentazione Donne di Bologna (in via del Piombo, 7) e sarà inaugurata alle ore 11.30, vuole essere un modo per raccontare la memoria quotidiana e il futuro immaginato da quelle donne oggi. “Per molte donne, in diverse parti del mondo – racconta Virginia Farina – ricominciare a vivere dopo una guerra, significa un po’ spezzarsi in due. Da una parte c’è un’esigenza pressante di memoria, ci sono i corpi dei morti, dei figli, dei mariti, dei padri e delle madri che chiedono di non dimenticare, che chiedono di cercare giustizia per quanto accaduto. Dall’altra c’è il tempo quotidiano della vita, le piccole cose di ogni giorno che reclamano attenzione, che poco a poco instillano desiderio di rinascita”.  Le donne dopo una guerra sono, così, investite di un doppio ruolo, sono le depositarie della memoria e le responsabili di una ricostruzione, sono ponte vivente tra il passato e una possibilità di futuro.“Zene Srebrenice” rappresenta il risultato di un lavoro nato dall’incontro di Virgina Farina  con tre donne bosniache di tre diverse generazioni. Tutte fanno parte dell’Associazione Donne di Srebrenica, dove sono attivamente impegnate nel sostegno delle altre vittime e nell’estenuante richiesta che i crimini di guerra vengano finalmente puniti. Tutte hanno una visione chiarissima di quello che è il loro ruolo e la loro responsabilità nei confronti del futuro, perché tragedie simili non possano ripetersi. “Ho cercato – dice la curatrice della Mostra – di raccontare le loro storie, uniche e al tempo stesso esemplari, fatte di eroismi e di quei piccolissimi gesti che più di tutte le grandi parole sanno dar vita alla vita”.

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