Zanetti dai giudici, i suoi soci vanno avanti


BOLOGNA, 25 GEN. 2011 – Prima di uscire definitivamente di scena, Massimo Zanetti è passato nella caserma dei carabinieri Bologna Centro. Il presidente dimissionario del Bfc ha parlato un paio d’ore con il procuratore aggiunto Valter Giovannini e al pm Claudio Santangelo, i due magistrati conducono un’inchiesta che vede indagato per appropriazione indebita il suo predecessore Sergio Porcedda. "Sono stato convocato dal dottor Giovannini – ha spiegato l’impreditore del caffé ai cronisti brevemente dopo l’interrogatorio nella caserma dei carabinieri Bologna Centro – in merito al mio comunicato stampa relativo alle dimissioni. Ha voluto delle delucidazioni che ho fornito". "Avendo riscontrato sia divergenze sugli aspetti finanziari sia ambigui comportamenti nell’ambiente interno ed esterno alla società – aveva scritto tra l’altro il titolare della Segafredo nel comunicato – ivi inclusa certa stampa locale, prendo atto che io ed i miei collaboratori non siamo in grado di svolgere in maniera soddisfacente quanto merita il Bologna Fc". I giornalisti hanno chiesto a Zanetti se almeno un domani potrà dare una spiegazione alla città sulla sua scelta di dimettersi dopo neanche un mese di presidenza. "Io ho fatto un comunicato – ha ricordato Zanetti – e ora spero che al Bologna vada tutto bene e che si salvi". "Nessuno mi ha deluso, nessun problema" ha detto rispondendo ad un’altra domanda."L’indagine prosegue – ha spiegato davanti alla caserma l’aggiunto Giovannini – era necessario capire perché il dottor Zanetti era uscito dal Bologna. Ci ha spiegato i suoi motivi, che non hanno incidenza sulle indagini". L’appropriazione indebita ipotizzata dalle indagini è relativa a un passaggio di tre milioni di euro dal Bologna ad una società di Porcedda. La somma uscita a luglio è rientrata solo al momento della cessione del Bologna il 23 dicembre sotto forma di un albergo in Sardegna.Nel frattempo, ieri sera, il consiglio dei soci di Bologna 2010 ha deliberato un aumento di capitale da tre milioni. Si tratta della prima mossa dell’era "post-Zanetti". Un segnale che indica l’intenzione di andare avanti, anche senza un nuovo apporto di mister Segafredo, che comunque ha mantenuto le sue quote e, di conseguenza, anche i circa quattro milioni che aveva immesso nelle casse, a fine dicembre. Il 40% dei tre milioni di aumento già previsto, che sarebbe spettato a Zanetti, è stato invece coperto dagli altri soci, che si sono ripartiti l’esborso. L’annuncio è stato dato al termine di una riunione durata nove ore, in cui, oltre al cda della società controllante del club, si è tenuto anche quello del Bologna Fc, che ha dato il via libera anche ai quattro milioni che arriveranno dalle quattro associazioni, previste dal progetto di Giovanni Consorte. L’incontro si è svolto proprio nella sede di Intermedia, la banca d’affari dell’ex numero uno Unipol, che ha fatto da regista a tutta l’operazione e, anche dopo l’uscita di Massimo Zanetti, sta continuando ad occuparsene, pure cercando nuovi soci. L’unico socio che si è astenuto dall’aumento di capitale è stato l’avvocato Giorgio Bernini, che probabilmente a questo punto uscirà di scena. Convinti, invece, i fratelli Romani, proprietari di Serenissima Cir, sponsor del Bologna, che avevano lasciato capire di voler tirarsi indietro dalla società. Ancora ferme le nomine dell’ad Americo Romano e del presidente, che sarà Marco Pavignani, ma che per tempi tecnici saranno ratificate nella prossima riunione, probabilmente il 2 febbraio.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet