Wwf e Lipu si mobilitano in difesa del Po


25 FEB. 2010 – La densa macchia nera di petrolio che ha invaso il fiume Lambro dopo il sabotaggio alla raffineria "Lombarda Petroli" di Monza ha messo in allarme le principali organizzazioni ambientali. A rischio è infatti l’intero sistema ecologico ed economico che ruota attorno al Grande Fiume. "Tutto l’ecosistema fluviale è in pericolo ed ora si pensa anche al Delta del Po, una delle zone umide più importanti d’Italia e d’Europa per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici", denuncia il Wwf in un comunicato. "Il Delta del Po in questo momento è estremamente vulnerabile – spiega il Wwf – anche a causa del livello delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico. In questa stagione, nelle zone umide deltizie vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione: anatre (germani reali, morette, moriglioni, mestoloni, alzavole), aironi (aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, aironi guardabuoi.), limicoli (avocette, pantane, piro piro), inoltre quest’area è fondamentale per la presenza di molte specie di pesci che si riproducono, transitano o trovano qui rifugio come l’anguilla, la cheppia, la savetta, il muggine calamita, o, nelle zone umide tra i canneti, come il luccio e la tinca. Non vanno poi dimenticati anfibi e rettili come ad esempio la testuggine palustre". "Il Wwf si augura quindi che vengano adottate tutte le misure necessarie ed utili a scongiurare che l’ondata di petrolio arrivi al Delta del Po – dichiara Stefano Leoni, Presidente del Wwf Italia – se ciò non avvenisse gli effetti su golene, canneti di foce, lagune e tratti costieri, potrebbero essere devastanti".E in previsione dell’arrivo nel tratto reggiano del Po dell’onda nera provocata dall’ inquinamento del Lambro – attesa tra le 4 e le 5 di domani mattina – il Raggruppamento Ggev ed il Cras Lipu Crocealata di Reggio Emilia, d’intesa con la Provincia, hanno formato una ‘rete’ di enti ed associazioni che si propone di raccogliere e soccorrere gli animali che si dovessero eventualmente trovare invischiati ed imbrattati dalle sostanze oleose presenti in acqua o sulle rive. "I rischi per la salute degli animali sono elevati, e sono più gravi se non si interviene velocemente, poiché l’ imbrattamento può provocare oltre alla ipotermia ed alla incapacità a galleggiare, anche l’avvelenamento", spiegano Mercedes Lombardo della Lipu e Maria Luisa Borettini delle Guardie ecologiche volontarie. Alle operazioni di soccorso collaboreranno – oltre alla Polizia provinciale – l’Aipo Navigazione, il Coordinamento delle associazioni di Protezione civile di Reggio Emilia, associazioni animaliste e di pescatori e diversi cittadini. Il Cras Lipu Reggio Emilia fornisce, a chi dovessi imbattersi in un animale in difficoltà, questi consigli: tenere gli animali al caldo – temperatura ottimale 40 gradi, ad esempio con l’auto avviata ed il riscaldamento acceso – e metterli in una scatola di cartone, bucherellata per far entrare aria e chiusa per tenerli al buio. Si tratta infatti di fauna selvatica, quindi si troverebbe in difficoltà e sotto ulteriore stress se esposta ad un ambiente umano, inusuale. I volontari del Raggruppamento Ggev saranno disponibili a recuperare gli animali eventualmente ritrovati e trasportarli al Centro Lipu di Reggio Emilia, dove i volontari Lipu li potranno curare in modo adeguato, secondo il Protocollo nazionale approntato per questa emergenza.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet