Welfare: anche Bologna rischia grosso


27 AGO 2009 – Senza peli sulla lingua, senza troppi giri di parole (come è, d’altra parte sua abitudine) uno dei dirigenti sindacali più preparati in materia di welfare della nostra regione interviene sulla questione aperta dalla giunta Delbono quando ha deciso di dividere le deleghe relative proprio al welfare: i servizi sociali al sindaco stesso e l’assistenza agli anziani all’assessore Luisa Lazzaroni.Una scelta affrettata e decisa a sorpresa mentre si prospettavano invece altre soluzioni più autorevoli (come quella dello stesso coinvolgimento del segretario bolognese dei pensionati Cgil). Una scelta non solo non condivisa dal sindacato ma che oggi desta allarme. Bruno Pizzica (in un lungo articolo sul mensile dello Spi-Cgil Bologna, “La spinta”) lo spiega chiaramente. Già la giunta Cofferati, ricorda il sindacalista, si era fermata a metà del percorso iniziato. La giunta Delbono oggi sembra “riprendere quel cammino a piccoli passi senza aver prodotto una riflessione approfondita sul progetto politico”. In particolare il rischio è di non riuscire a coinvolgere e ri-motivare gli operatori dei servizi, che sono sempre meno numerosi e sempre più stanchi e confusi. Il rischio, continua Pizzica, è aggravato dal fatto di non aver ancora definito il tipo di impegno anche finanziario che si è in grado di mettere in campo. Tutto questo rischia di far “implodere un sistema messo a dura prova dalla distanza tra quello che si predica e quello che si fa”.D’altra parte il sindacato pensionati dell’Emilia-Romagna è sempre stato all’avanguardia nell’analisi e nella proposta di come un welfare avanzato possa diventare non un peso ma addirittura una risorsa per l’economia regionale. Invece l’immobilismo, il progressivo sgretolamento che sta avvenendo sotto i colpi di mannaia del governo Berlusconi, porta inevitabilmente a un welfare “malato”, assistenzialista e inadeguato. Se non viene gestito il grande cambiamento demografico italiano (accentuato ancor di più in Emilia-Romagna), dice da tempo il sindacato, e se a questo si aggiunge la mancata o sbagliata gestione dell’immigrazione (“affamata” potremmo dire di servizi e di assistenza) il risultato purtroppo sarà catastrofico.ViaEmilianet ha seguito recentemente un importante convegno organizzato proprio dallo Spi-Cgil a Bologna in cui si affrontano i temi del welfare e della gestione della domanda crescente di servizi. Qui potete vedere le video-interviste ai protagonisti dell’incontro.

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