EXPORT DA RECORD NEL 2011. GRANDI E PICCOLI PRODUTTORI EXPORT-ORIENTED IN MOSTRA A VINITALY


VERONA 21 MARZO Ha superato i 4,4 miliardi il valore dell’export enologico italianonel 2011. Il dato cumulato sui 12 mesi reso noto oggi dall’Istat dà incremento superiore al12% in valore rispetto al 2010 e del 9% in volume per un totale di 24 milioni di hl.Confermate quindi le rosee aspettative degli scorsi mesi.Stati Uniti, Germania, Regno Unito i nostri primi importatori in valore, rispettivamente con948, 919 e 509 milioni di euro. La classifica cambia in termini di quantità, con Germania eRegno Unito davanti agli Stati Uniti, rispettivamente con quasi 716.000, oltre 338.600 e più di297.300 hl.Dati che confermano come il vino italiano piaccia nel mondo, ma soprattutto che i nostriproduttori meritano la leadership, con una quota di mercato internazionale nel 2010 del 22%.Tutto questo nonostante la crisi economica e l’euro forte, i competitor sempre più agguerritima non sempre all’altezza.«C’è stata negli ultimi anni una crescita della professionalità dei nostri produttori, anche diquelli di piccole dimensioni, che hanno imparato a rapportarsi con i trader internazionali –dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. Così a fianco di grandi nomi èsempre più facile trovare piccoli produttori che si fanno apprezzare nei ristoranti e nei winebar di tutto il mondo. Ognuno trova il proprio canale o la sua nicchia di mercato in base aquelle che sono le proprie potenzialità e questo è un altro dato positivo perché dimostra unageneralizzata propensione all’export».Un’importante rappresentanza di questi produttori export-oriented, oltre 4.200, sarà presente aVinitaly dal 25 al 28 marzo, dove sono previsti in arrivo buyer da oltre 100 Paesi.

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