Viva i giornali di partito, abbasso le tv libere


25 FEB. 2010 – Nella giornata di ieri la Camera ha approvato un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe che da un lato proroga di un anno i contributi statali ai giornali e alle radiotelevisioni di partito, dall’altro taglia con effetti retroattivi sul 2009 i sostegni alle televisioni indipendenti, come Telereggio, nel pagamento delle utenze. Una decisione contro la quale grida allo scandalo, in maniera compatta, il mondo delle emittenti libere. L’Associazione delle Tv Locali FRT, che non è certo una pericolosa associazione di sinistra, in quanto vi aderiscono le principali televisioni italiane, E’ Tv e Telereggio comprese, sta predisponendo uno spot di denuncia contro il provvedimento del governo da trasmettere su tutte le emittenti locali associate. La stessa associazione approva in pieno la scelta spontanea di molte tv locali che hanno annunciato di non voler trasmettere propaganda elettorale dei partiti di governo in segno di protesta. Il presidente di Telenorba, la più grande tv privata del sud Italia, in una lettera a tutte le emittenti, rincara la dose: "E’ davvero un grande scandalo, che rischia di minare la nostra stessa sopravvivenza, frutto di una intesa tra maggioranza e opposizione". Ma cosa è successo in sostanza? E’ successo che si è formato un formidabile schieramento bypartisan in parlamento contro la decisione di tagliare ai giornali di partito i favolosi contributi statati che permettevano a loro di campare.I tagli, voluti dal ministro Tremonti, riguardavano anche i giornali in forma cooperativa, ma c’è da scommetterci che i parlamentari e i partiti erano preoccupati soprattutto dei loro mezzi di informazione, i quali peraltro ben difficilmente riuscirebbero a stare al mondo senza contributi, visto che le vendite e la raccolta pubblicitaria sono generalmente insignificanti. E così il governo ha fatto marcia indietro.Ma dovendo trovare i soldi per i giornali di partito, la scelta migliore è sembrata toglierli alle televisioni libere ed indipendenti, nonché ai giornali dei consumatori, come ad esempio il giornalino della Coop. Tagliando i contributi per le spese di gestione con effetto retroattivo, già nel 2009. Mors tua vita mea, hanno detto in sostanza alla camera: meglio salvare il mio giornalino privato che una emittente libera vista ogni giorno da centinaia di migliaia di persone.Questi contributi, per fare il caso di Telereggio, arrivano a meno di cento mila euro in un anno. Noi non moriremo, vogliamo tranquillizzare tutti, perchè siamo una azienda sana. Ma per tante altre televisioni in Italia le cose saranno assai più complicate, viste anche le tante spese necessarie nel passaggio al digitale. Ai giornalini di partito non arrivano però solo centomila euro, bensì qualche milione di euro all’anno. Tanti, troppi, hanno detto in sostanza i parlamentari che di quei soldi in qualche modo beneficiano. Teniamoceli, e al diavolo le televisioni. Complimenti, davvero complimenti.

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