Vita di classe: i morti di Ponte Cantone


Provate a riassumere meglio la storia dei morti di Ponte Cantone?- Allora, inizia che una sera il prete di Calerno ha sentito bussare alla porta della chiesa: era un camion tedesco con dei morti e dei feriti. Lui li ha aiutati. Li ha curati.- Erano stati mitragliati dai partigiani. Allora dopo i tedeschi volevano uccidere della gente di Calerno.- Perché erano morti due tedeschi, allora la legge dei tedeschi diceva che per ogni morto loro dovevano essere dieci morti partigiani, così 2 x 10 fa venti.- Però non hanno ucciso delle persone di Calerno.- Hanno preso venti partigiani che erano rinchiusi nel carcere di Parma e li hanno portati a Calerno, poi li hanno fucilati. Il 14 Febbraio. Però uno si è salvato.- Sì, lui si chiamava Tosini.- Era giovane anche lui, come gli altri. Hanno sparato anche a lui, a una gamba. Lui ha fatto finta di morire però era vivo. Si era salvato.- E’ stato tutta la notte nella neve. Al mattino il nonno di un nostro compagno di classe ha sentito dei lamenti nel campo, si è accorto che era vivo.- Dopo ha avvertito il prete, l’hanno portato in parrocchia per curarlo. Però dopo sono arrivati i tedeschi.- Il prete di allora, don Italo, non voleva che lo prendessero. Loro hanno detto che non lo avrebbero ucciso, ma poi l’hanno fatto salire sopra.- A un certo punto mentre andavano si sono fermati col camion, hanno ucciso anche lui, anche Tosini, hanno buttato il suo corpo nel fiume.Che effetto vi ha fatto sentire questa storia?- A me ha sorpreso molto, perché io sapevo che c’era stata la guerra dei fascisti ma non pensavo che c’era stata anche in un paese così piccolo come il nostro, ma solo in quelli grandi.- Io a Calerno avevo già visto il monumento ai morti di Ponte Cantone ma non sapevo bene la storia. Mi fa piacere che adesso almeno la conosco.- A me mia mamma un po’ me l’aveva detta questa storia, ma adesso la so meglio.- Io ho capito che i partigiani erano italiani. Loro erano giovani, io non pensavo che erano così giovani, dei ragazzi.- Io ho capito che loro sono stati fucilati per le loro idee. Per vendetta ma anche per le loro idee, perché i fascisti e i nazisti ammazzavano chi non la pensava come loro.- Per me è stato bello scoprire una storia del mio paese che non sapevo ancora, anche se non è una storia molto bella perché muoiono tutti.- Io ho pensato che i nazisti erano cattivi.- Io ho capito che in tanti sono morti per avere più libertà e anche per avere un mondo migliore come quello che abbiamo noi oggi e un po’ mi sono commosso.- Io avevo visto che lì alla posta c’era un monumento ma prima non sapevo niente, mi ha fatto piacere saperlo.- Io ho capito che i partigiani non volevano le leggi razziste. Me lo aveva già detto mia nonna.- Io ho imparato che non bisogna comandare sempre uno o due, ma tutti. Ho imparato che bisogna condividere le cose, non tenerle solo per uno.- Io quando ho saputo questa storia sono rimasto di stucco perché non mi sarei mai immaginato che era così.- Io ho pensato che se allora c’ero io, avevo paura. Io non lo so se facevo il partigiano o no. Secondo me quei ragazzi che hanno fatto i partigiani erano molto coraggiosi perché poi molti sono anche morti.Secondo voi perché è importante ricordare questo fatto?- Perché ti fa imparare cosa è giusto e cosa è sbagliato.- Perché è la storia del nostro paese, ci riguarda.- Perché ormai siamo grandi e dobbiamo sapere tutto, non solo le cose migliori.- Secondo me è importante ricordare questo fatto perché ci dice come comportarci.- Se conosci bene le cose del passato, anche quelle brutte, mio nonno dice che dopo è più facile che non succedono più cose brutte.- Mio padre invece dice che la storia si ripete, è sempre uguale.- Però adesso non ci sono i fascisti.- Neanche i partigiani, se è per quello. Ma prima c’erano perché c’erano anche i fascisti, c’erano i nazisti, c’era la guerra. Adesso invece la guerra non c’è più. Almeno qui a Calerno. In altri posti del mondo c’è, ma qui no.- Secondo me è importante sapere la storia del passato perché così uno oggi impara a essere più prudente.- Se uno sa questa storia è vero, è più difficile che adesso l’Italia diventa prigioniera di altri popoli, di altre nazioni. Perché quella era la prima volta, ma se cercano di farlo ancora, adesso noi lo sappiamo e non vogliamo.Cosa vi ha colpito di più di questa storia?- A me ha colpito molto il prete di Calerno, don Italo, il prete di prima, il prete che c’era durante la guerra. Mi ha colpito perché lui cercava di curare tutti, sia i tedeschi sia i partigiani. Lui non voleva che moriva nessuno, però non c’è riuscito molto.- A me ha colpito come erano furbi e anche come erano giovani i partigiani, io pensavo che erano molto più vecchi.- A me ha colpito molto che questa è una storia vera, perché me la ha detto anche mio nonno. Io pensavo che non era vera, invece è una storia vera perché è accaduta veramente. Io non pensavo che a scuola studiavamo anche storie vere.- Sì, però in prima o in seconda, adesso siamo più grandi e non possiamo studiare solo favole.- Io prima non facevo mai caso al monumento quando passavo da Ponte Cantone, invece adesso ho capito a cosa serve.- A me ha stupito che questa cosa dei morti è successa proprio qui. Mentre sentivo, io pensavo: ma perché è successa proprio qui e non da un’altra parte?- A me hanno colpito i partigiani perché io non so se morivo per la libertà, io credo di no…- Anche io. Io credo che adesso nessuno vuole più morire.- Ma anche loro non volevano morire, allora.- Sì, sì, ma io adesso penso che un ragazzo di venti anni non farebbe mai il partigiano anche se c’è una guerra che scoppia adesso. Perché adesso tu non muori, tu speri di campare.- Mio padre e mia madre però una volta mi hanno detto che loro, per me, morirebbero.- Ma loro non sono partigiani.- Cosa vuol dire? Però loro morirebbero per un altro, per me…. Allora…- Ma quella è un’altra cosa. Adesso non c’è la guerra.- Poi io ho sentito che quando c’è il parto una donna può anche morire, magari il figlio nasce e lei però muore…- Ma cosa c’entra? Io dico solo che una volta erano più coraggiosi.- Io penso di no, perché se c’era una guerra magari erano coraggiosi anche dei giovani di oggi.- Sì, erano coraggiosi, però non morivano, non morivano per gli altri.- Sì, però per i loro figli morivano? Secondo me sì. Perciò il coraggio è sempre uguale.- Per me no, è di meno. Comunque, adesso non c’è guerra e perciò non deve morire nessuno.

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