Vince il centro sinistra


BOLOGNA, 30 MAR. 2010 – La bandiera del centrosinistra sventola ancora in Emilia-Romagna, ma è di un colore sbiadito. Vasco Errani vince per la terza volta, perdendo però per strada, rispetto alle scorse elezioni, un 10% di consensi. Se nel 2005 aveva votato Errani il 62,7% dell’elettorato, in questa tornata i suoi votanti si sono fermati al 52%. Stesso ammanco di voti registra la coalizione "Centro sinistra per l’Emilia-Romagna", formata praticamente dagli stessi partiti che appoggiavano il governatore cinque anni fa, quando al posto del Pd c’era una lista chiamata "Uniti nell’Ulivo". E se il risultato conseguito da quest’ultima fu di un 48,1%, i voti al Pd oggi si fermano al 40,6%. Un risultato comunque di tutto rispetto, visto lo scandalo Cracchi-Delbono che ha contraddistinto l’inizio della campagna elettorale dei democratici in Emilia-Romagna. Buono il risultato dell’Italia dei Valori (6,4%), che si aggiudica due consiglieri. Un risultato risicato si aggiudicano le liste di sinistra Sel+Verdi (1,8%) e Federazione della sinistra (2,8%), formazioni che cinque anni fa superavano il 12% dei consensi.Perdendo pezzi d’armatura, l’armata di Errani non riesce a portare a termine del tutto il secondo compito che aveva il centro sinistra in Emilia-Romagna: arginare le Lega Nord. Il partito di Bossi continua infatti la sua avanzata galoppando a un 13,7%. Poteva andare peggio, i militanti del Carroccio si auspicavano minimo un 15%. Cinque anni fa la Lega arrivò al 5%, per poi calare al 4 nelle politiche del 2008. Da lì è stata tutta un’impennata: 8% alle politiche del 2008, con isole del 15% in provincia di Piacenza e un paesino, Fiumalbo, nel modenese, con un 29% di elettori padani. Alle europee di un anno fa il risultato della Lega aveva raggiunto l’11% dei consensi.Il buon risultato dei leghisti contribuisce alla distinta figura di Anna Maria Bernini. La candidata del Pdl ha ottiene il 36,97% dei voti; meglio del candidato di cinque anni fa (Carlo Monaco si fermò al 35,2%). Numeri al di sopra delle aspettative per una candidata scesa in campo poco più di un mese fa e che ha rivelato il suo "sì" al nucleare. Meglio della Bernini fa la sua coalizione superando quota 38%. Un risultato ben superiore a quello ottenuto da Pdl (allora Fi e An) e Lega nel 2005 (attorno al 32%, ma sostanzialmente analogo a quello delle europee del 2009).Ma la vera sorpresa di queste elezione sono i grillini. La lista Movimento cinque stelle capitanata da Giovanni Favia porta a casa un 7% per il proprio candidato e un 6% nelle liste provinciali, mandando in via Aldo Moro ben due consiglieri. Numeri di cui andare fieri, viste le risorse investite nella campagna elettorale, fatte di tanto volontariato e pochissimi soldi. Un popolo di elettori, quello della lista legata a Beppe Grillo, cresciuto e maturato soprattutto su internet. E non poteva essere diversamente, vista la scarsa copertura sugli altri media, che però ora non possono più ignorare la nuova compagine politica. Una bella porzione di voti Favia l’ha rosicchiata a Errani, il quale non ha affatto voglia per ora di aprire a possibili accordi con i grillini. Anche questi ultimi, d’altronde, non pensano assolutamente ad alcuna alleanza. "Non sarebbe giusto per i nostri elettori, la politica si fa anche all’opposizione – dice Favia -, il Pd valuti le nostre idee e non le contrasti. Hanno respinto il V-Day ma se ci avessero abbracciato non saremmo qui".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet