Vignali alle corde, lascia Parma


PARMA, 29 SET. 2011 – Dopo una strenua resistenza anche all’ultima ondata di scandalo, Pietro Vignali ha deciso di lasciare la barca. Non compierà dunque quel guado del quale diceva di essere a metà. Il suo obiettivo, manifestato alla fine di giugno, l’indomani del caso "mazzette verdi", era portare a termine i mega cantieri avviati in città e risanare i colossali buchi di bilancio delle società partecipate. A guidare l’amministrazione di là dalla riva non sarà però lui. Ieri sera, con una lettera "ai cari parmigiani", Vignali ha annunciato le dimissioni.Una trentina di persone hanno subito brindato davanti al Palazzo comunale ritmando in coro ‘Parma libera’. Era il dodicesimo appuntamento autoconvocato degli indignati parmigiani. Anche alla sollevazione popolare si deve la resa del sindaco. Che aveva provato a resistere alla prima bufera di tangenti, quelle sugli appalti per la manutenzione del verde pubblico. Tre i dirigenti comunali finiti in carcere per quell’inchiesta. Poi, a distanza di tre mesi, altre manette, stavolta ai polsi di un membro della giunta. Giovanni Paolo Bernini, assessore alla Scuola, finisce dietro le sbarre per aver rubato sui pasti dei bambini.Lunedì sera alla fine di una riunione di maggioranza a dieci ore dagli arresti della Guardia di Finanza Vignali aveva insistito: "Andiamo avanti finché abbiamo la maggioranza". Poi però si è tirata indietro la sua lista ‘Unione per Parma’ e il giorno dopo si è sfilato anche il Pdl, il suo principale sostegno. A quel punto, per stare a galla, non è valsa nemmeno l’ultima zattera dei finanziamenti sbloccati da Roma per Parma. Ieri il ministro Tremonti ha infatti autorizzato il trasferimento di 73 milioni di euro, fondi stanziati per il progetto saltato della metropolitana, e che serviranno per far ripartire i cantieri, specie quello della stazione. Ripartire da questi soldi è l’invito fatto da Vignali nella sua lettera di congedo.

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