“Vigilare sui ribassi negli appalti pubblici”


© TelereggioREGGIO EMILIA 28 SET. 2011 – Tagli dei trasferimenti statali agli enti locali, Comuni che investono sempre meno e pagano sempre più tardi, una crisi generale dell’edilizia, che in pochi anni ha ridotto del 60 per cento il volume dell’attività: il contesto in cui operano le imprese di costruzioni si fa sempre più difficile. Elio Annovi, presidente del Collegio imprenditori edili di Confapi, che associa 80 imprese del settore, ci aggiunge un altro elemento, messo in luce nei giorni scorsi da TG Reggio: nel 2010 le aziende reggiane si sono aggiudicate solo il 13% degli appalti assegnati nella nostra provincia. E offre una chiave di lettura: "Le imprese reggiane vincono gli appalti con ribassi medi del 13%, chi viene da fuori li vince in media con ribassi dl 20%. E’ un dato che deve fare riflettere. C’è da chiedersi se quelle aziende pagano tutto ciò che pagano le imprese reggiane in termini di contributi e oneri sociali".Il fenomeno dei maxi-ribassi sta toccando livelli impressionanti. Nel marzo scorso, i lavori per la variante Bocco-Canala sono stati assegnati da Anas con un ribasso del 45% sulla base d’asta: 28 milioni, anzichè 51. Ed è solo il caso più eclatante. "Spesso – dice Annovi – ci sono dei contenziosi con le pubbliche amministrazioni e gli appalti vengono bloccati".
Le imprese edili di Confapi puntano il dito anche contro un’altra formula utilizzata dagli enti locali per risparmiare sugli appalti: quella di pagare l’impresa vincitrice in parte in contanti, in parte con una permuta. L’appalto da 11 milioni di euro per la riqualificazione di via Compagnoni, ad esempio, era in realtà un appalto da 5,5 milioni di euro più nuove volumetrie. Una scelta che, secondo Confapi, in un contesto di crisi di mercato verticale, ha come unico risultato quello di svenare le imprese. Le previsioni di Annovi per il 2012 sono nere e il presidente del Collegio edili chiede alla politica "attenzione e tutela per aziende che pagano gli stipendi e i contributi in un settore in cui non tutti lo fanno".

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