Vigilanza Rai, il ravennate Sergio Zavoli presidente


ROMA, 4 FEB. 2009 – Sergio Zavoli è il nuovo presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Il senatore del Pd è stato eletto oggi pomeriggio alla prima votazione con 34 sì, nessun contrario e quattro astenuti. La nomina arriva al termine di un duro scontro istituzionale aperto con la contestata elezione da parte del Pdl del democratico Riccardo Villari, che ha fatto saltare un accordo sul nome di Zavoli precedentemente raggiunto tra maggioranza e opposizione. I tempi si sono poi ulteriormente dilatati a causa del rifiuto di Villari, nel frattempo sfiduciato dai presidenti di Camera e Senato, a dimettersi."Il mio è un ringraziamento non di rito, – ha dichiarato Zavoli subito dopo l’elezione – è un fatto particolarmente significativo per me, per le istituzioni e per la politica, la posizione che ha permesso questa unanimità che non deve far prevalere una scelta personale. Io rappresento un principio e un monito, un messaggio al Paese: se il Parlamento vuole è in grado di risolvere i suoi problemi, la politica può decidere, e c’è molto bisogno di politica quando la politica stessa sembra voltarci le spalle". Secondo Zavoli, il voto odierno "è il segno di qualcosa che servirà a colmare il vergognoso vuoto che ci ha preceduto al quale ovviare con fretta, ma senza fucili spianati, in modo sobrio e ragionato, prendendo decisioni nello spirito che ha animato la riunione di oggi".Definito da Indro Montanelli "il principe del giornalismo televisivo", Sergio Zavoli è nato a Ravenna il 21 settembre 1923, anche se la sua città di adozione è Rimini, della quale è cittadino onorario. Ha trascorso la vita in Rai, entrando nel 1947 al giornale radio e passando alla Tv negli anni sessanta, dove si è fatto conoscere per tramissioni come "Il processo alla Tappa", dedicata al Giro d’Italia, e dove ha ricoperto la carica di condirettore del Tg1 nel 1969. Dal 1980 al 1986 è stato presidente dell’azienda televisiva di Stato e nella seconda metà del decennio ha firmato alcune tra le più belle inchieste della storia della tv, prima fra tutte ma soprattutto "La notte della Repubblica", dedicata nel 1989 al caso Moro. Zavoli ha anche diretto, nel 1990, la nuova televisione di San Marino, la Rtv San Marino. Da tre legislature, il neopresidente della commissione di vigilanza Rai è Senatore della Repubblica. E’ stato eletto nel 2001 tra le fila dei Ds, nel 2006 in quelle dell’Ulivo e nel 2008 con il Pd, ma in tutti e tre i casi nel collegio dell’Emilia-Romagna. E’ per questo che il segretario dei democratici Salvatore Caronna ha definito la sua nomina "un motivo di orgoglio per la Regione" e gli ha inviato un telegramma di conglatulazioni. "Carissimo Sergio, ti esprimo le mie più sincere congratulazioni per il delicato incarico al quale sei stato chiamato – ha scritto Caronna – La tua autorevolezza e la tua lunga esperienza rappresentano una garanzia per le istituzioni, alle quali dedichi la tua energia e la tua passione". E ha concluso: "Il Partito democratico dell’Emilia-Romagna è orgoglioso di avere una personalità delle tua cultura e sensibilità fra i suoi eletti".Anche il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni si è detto sollevato dall’esito dell’elezione. "Sergio Zavoli è uno dei protagonisti della storia della televisione e dell’informazione italiana, una persona competente al posto giusto: è un’ottima notizia per le istituzioni e per il pluralismo della comunicazione", ha commentato il leader del Pd. "Con Zavoli – ha aggiunto Veltroni – si chiude una travagliata vicenda che ha conosciuto momenti di autentica crisi dell’istituzione. Ora la commissione può iniziare il suo difficile lavoro a tutela della qualità e del pluralismo dell’informazione televisiva in Italia".Fuori dal coro, invece, la dichiarazione di Marco Pannella, che ha criticato la nomina. "Penso che Sergio Zavoli si sia comportato come un soprammobile, oggetto puramente e semplicemente della nomina di coloro che abbiamo denunciato perchè hanno costituito una vera e propria associazione contro la legge e la Costituzione", ha detto Pannella intervenendo a Radio Radicale.

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