Videocracy: la chiave del potere


MARTEDI’ 2 SET 2009 – Dal bianco e nero targato Rai al digitale terrestre, dallo scandaloso ombelico scoperto della Carrà all’orda di veline-letterine-ereditine in bikini, dal Grande Varietà del sabato sera al Bagaglino di Pingitore. Gli ultimi trent’anni ci hanno donato una televisione completamente diversa: merito soprattutto dell’avvento delle tv commerciali. Merito, più di ogni altro uomo, di Silvio Berlusconi.Una televisione che è diventata, in Italia, qualcosa di più di un passatempo, "un’entità influente e mistificata con un ignoto e inquietante potere, trapelato ormai in quasi tutti gli aspetti della vita, del sogno e naturalmente della politica". Sono parole di Erik Gardini, regista nato e cresciuto in Italia, che ora vive in Svezia e che è tornato per girare il suo film Videocracy, che sarà presentato al Festival di Venezia e che uscirà nelle sale italiane il 4 settembre. Videocracy è un documentario che indaga dall’interno la società dell’apparire che la televisione ha creato, nutrito e fatto crescere, con la quale conviviamo senza neanche più esserne consapevoli. “In una videocrazia – dice l’autore – la chiave del potere è l’immagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale in Italia. I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità”. Nel film sono contenute interviste ad alcuni personaggi simbolo del mondo dell’apparire, da Simona Ventura a Flavio Briatore a Lele Mora, l’agente dei vip, al fotografo Fabrizio Corona, di cui si ricorderà la memorabile frase: "Io odio le persone famose. Quando li vedo io vedo soldi. Vedo affari. Non vedo persone".Il film è stato ultimato ben prima dello scandalo di Noemi Letizia e delle escort. Tuttavia, la sua uscita nelle sale (in poche sale, solo 40 in tutta Italia) in questo momento è sembrata "inopportuna" alle tv nazionali, pubbliche e private, che hanno deciso di boicottarla. Mediaset e Rai, infatti, hanno rifiutato di mandare in onda il trailer del film prodotto dalla Fandango, una misura estrema di oscuramento che in precedenza non era stata riservata neanche a film ben più "cattivi" con il presidente del consiglio, come Il caimano di Nanni Moretti e Viva Zapatero di Sabina Guzzanti. E se anche non sorprende più di tanto la scelta di Mediaset, visto che sono proprio le tv commerciali l’obiettivo della critica del film, lascia stupefatti la decisione della Rai, motivata dall’accostamento, nel trailer, di immagini di Silvio Berlusconi e di scritte come "L’Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità", e "L’80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione"."Per noi italiani – dice ancora l’autore – la parola TELEVISIONE non si riferisce più soltanto all’apparecchio in sé. La Televisione è molto di più, è un’entità influente e mistificata con un ignoto e inquietante potere, trapelato ormai in quasi tutti gli aspetti della vita, del sogno e naturalmente della politica. Quasi come un mostro". In Emilia Romagna, Videocracy è programmato in sette sale:1 Bologna: Cinema Rialto2 Faenza: Cinema Italia3 Ferrara: Cinema Boldini4 Parma: Cinema Edison5 Ravenna: Cinema Jolly6 Reggio Emilia: Cinema Rosebud7 Riccione: Cinema Planet

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