Via libera alla fusionetra Hera e Acegas-Aps


BOLOGNA, 15 OTT. 2012 – Tutti convinti a diventare più grandi e più forti. Più competitivi e più sinergici. Offrendo servizi più efficienti eccetera eccetera. Scontanti proclami, quanto il sì arrivato dall’assemblea degli azionisti di Hera alla fusione con AcegasAps. Il progetto è stato approvato con il sì del 99,96% di 242 azionisti in rappresentanza di 862.445.638 azioni. Contrario lo 0,002% (circa 25.000 azioni), astenuto lo 0,03% (282.229 azioni). A fare i conti di come ora ce l’abbia più grosso, il colosso dei servizi s’intende, è il presidente Tomaso Tommasi di Vignano: "Saremo il secondo gruppo nazionale tra le local utilities", ha sottolineato Tommasi, secondo il quale dalla fusione nascerebbe "il primo operatore italiano per rifiuti trattati, il secondo per volume d’acqua venduto, il terzo nella vendita di gas e il quinto nella vendita di energia elettrica".Il numero uno di Hera ha anche rassicurato riguardo ai malumori espressi da alcuni comuni alla vigilia dell’ appuntamento di oggi: "Ci sarà un consolidamento della leadership ambientale e nei servizi a rete. E contiamo di migliorare la qualità e l’efficacia del servizio, anche in prospettiva delle prossime gare". Oltre, ha aggiunto, "ad un ampliamento del presidio territoriale e della sinergia imprenditoriale".Alla fusione si erano opposti alcuni comuni soci di Hera, come Forlì e Rimini. Voci discordanti alle quali ha risposto Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente del patto di sindaco dei soci pubblici della Spa. "Non dobbiamo affrontare la fusione con ansia, ma al contrario questa scelta rafforza coerentemente il processo di sviluppo di questi anni, il nostro patrimonio e i nostri assi", ha spiegato Manca, rilevando che "ci rafforziamo senza produrre nuovo debito e siamo nelle condizioni di affrontare i settori liberalizzati, salvaguardando l’occupazione e costruendo una delle realtà più importanti per ricavi, numero di occupati e indotto del paese". Insomma, secondo Manca, l’ampliamento a Nordest "è una scelta coerente e un elemento di qualità in questa situazione economica". A chi invece, in richiamo a un clima di spending review, chiedeva la riduzione degli stipendi dei dirigenti della multiservizi, ha risposto con un chiaro no il presidente Tommasi di Vignano. "Gli interventi che si ritenevano giusti sono già stati disposti", ha sottolineato, "c’è anche un problema di tutela delle risorse rispetto al mercato: va garantito che l’azienda sia competitiva e capace di prendere e mantenere le risorse migliori".La fusione per incorporazione Hera-AcegasAps sarà operativa dal primo gennaio 2013. Hera acquisirà il 62,69% del capitale sociale di AcegasAps e promuoverà quindi un’offerta pubblica sulla restante quota delle sue azioni.

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