Via libera alla diagnosi pre-impianto


1 LUG 2009 – Una sentenza del Tribunale di Bologna sblocca in parte i limiti che la legge italiana pone alla fecondazione artificiale. E’ stato infatti accettato un ricorso riguardante la diagnosi pre-impianto presentato da una coppia nella quale la donna è portatrice della distrofia muscolare. Lo ha confermato oggi il direttore del centro di procreazione assistita Tecnobios di Bologna, Andrea Borini, da Amsterdam dove si trova per il congresso della Società europea di medicina della riproduzione. Per Borini"la sentenza fornisce un chiarimento generale dei dubbi posti alla Corte Costituzionale". "Tecnicamente siamo in grado di fare la diagnosi preimpianto" ha aggiunto Borini e "da domani c’è il via libera al trattamento che porterà alla diagnosi".Sono tre, secondo il direttore della Tecnobios, i punti cruciali della sentenza: "il giudice stabilisce che si deve operare secondo le migliori tecniche e metodiche disponibili" e inoltre che "la diagnosi preimpianto può essere fatta anche per coppie che non hanno problemi di sterilità". Sotto questo aspetto, quindi, "la diagnosi preimpianto viene equiparata sostanzialmente, nella sentenza, alla diagnosi prenatale". Il terzo punto, infine, riguarda la possibilità di conservare, e quindi congelare, gli embrioni non trasferiti in seguito all’esito della diagnosi preimpianto".

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