Via i voucher, sì della Camera


Con 232 voti favorevoli, 52 contrari e 68 astenuti la Camera dei Deputati ha assestato il primo colpo di grazia ai cosiddetti Voucher: i buoni per prestazioni occasionali spesso utilizzati impropriamente per camuffare incarichi regolari, destinati alla cancellazione per volontà politica fra le proteste di chi invece li usava in modo regolare: commercio, ristorazione, servizi, agricoltura, ma anche piccole mansioni domestiche – ad esempio le ripetizioni fuori orario scolastico – sono settori oggi scoperti, in attesa di un nuovo strumento. Sulla cui necessità, quantomeno, le forze politiche concordano. L’Assemblea ha respinto tutti gli emendamenti. Favorevoli al provvedimento Sinistra Italiana ed MDP, piccoli segnali di possibile intesa col Partito Democratico pronto a nominare il nuovo segretario. La parola ora passa al Senato per l’approvazione definitiva e far così decadere il referendum abrogativo indetto per il 28 maggio e fortemente voluto dalla CGIL. Poi inizierà la nuova partita, quella – potenzialmente incandescente – sullo strumento che i Voucher dovrà sostituirli. Nelle ultime ore è arrivata la promessa del Governo di trovare una soluzione sul lavoro accessorio entro metà maggio.

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