Vettel irraggiungibile, Alonso quarto con le unghie


DOMENICA 27 MAR 2011 – Da Abu Dhabi 2010 a Melbourne 2011 la musica in Formula 1 non cambia. A danzare ancora tra curve, cordoli e rettilinei, dal trionfo in terra d’Arabia ad una nuova vittoria targata Australia, è sempre la Red Bull del campione in carica, Sebastian Vettel. Suo il Gp di Melbourne condotto dall’inizio alla fine davanti alla McLaren di Lewis Hamilton, ottimo secondo. La Ferrari di Fernando Alonso parte male, ma dopo una bella rimonta a suon di giri veloci deve accontentarsi del quarto posto ancora dietro, come nell’ultima gara della scorsa stagione, al muro issato dalla Renault del russo Vitaly Petrov che cambia solo due volte le gomme guadagnandosi un posto tra i Big. Dura poco la gara del vecchio Re Schumi che al via finisce in coda al gruppo e dopo alcuni giri si ritira mestamente. Buon inizio per l’altro ferrarista Felipe Massa che duella a lungo con Button, ma chiude con un magro nono posto. Al termine però riceverà un gradito regalo dalla direzione di corsa, risalendo di due posizioni fino al settimo posto per la squalifica delle due Sauber, causa irregolarità tecniche sulle vetture.Pronti via, la stagione 2011 comincia come era finita con la Red Bull di Vettel davanti a tutti. Il tedesco al semaforo verde tiene dietro agevolmente sia la McLaren di Hamilton che la monoposto del compagno di squadra Webber. Parte male la Ferrari di Alonso che da quinto in griglia si ritrova nono. Molto meglio l’altro ferrarista Massa che dalla ottava piazza vola in quinta davanti alla McLaren di Button con cui ingaggia una battaglia a colpi di Kers (il sistema che aumenta la potenza del motore ricavandola dai freni). Mentre i due combattono per la quinta posizione si fa avanti Alonso che supera prima la Sauber di Kobayashi e poi la Mercedes di Rosberg portandosi dietro a Massa e Button. L’inglese riesce a superare il brasiliano, ma solo commettendo una scorrettezza, cioé tagliando una curva, manovra che gli costerà un drive through (passaggio supplementare sulla pit-lane). Dal dodicesimo giro in poi comincia la prevista girandola dei pit-stop, prima Webber, poi Alonso (lo spagnolo mette le Pirelli morbide e si lancia ad inanellare una serie di giri veloci) e via via tutti gli altri. Dopo la prima sosta Vettel sempre al comando, a seguire Hamilton, Webber e Petrov che come nella gara incubo per la Ferrari ad Abu Dhabi si ritrova davanti alla Rossa di Alonso. Al 22/o giro primo ko della stagione: ad abbandonare il Gp d’Australia è la Lotus del finlandese Heikki Kovalainen. Poco dopo si ritira mestamente la Mercedes di Michael Schumacher, la cui gara era cominciata malissimo, dalla undicesima il tedesco era finito addirittura in ultima posizione. Al giro numero 24 abbandona pure l’altra Mercedes di Rosberg al termine di uno spettacolare contatto con la Williams di Barrichello finita in testa coda ma rimasta in gara. Dopo 28 tornate ricomincia il valzer dei pit-stop: ancora con Webber e poi Alonso, che rimette le morbide sfoderando giri record, cercando di mettersi finalmente alle spalle il fantasma di Abu Dhabi impersonato da Petrov, atteso anche lui da un altro cambio gomme. Quando la Renault del russo si ferma, Alonso passa in quarta posizione ad un soffio dal podio: Webber è davanti allo spagnolo a pochi centesimi di secondo. I due si rifermano e questa volta i due si scambiano le posizioni, ma a precederli c’é ancora Petrov, che decide di cambiare solo due volte tenendosi le gomme dure fino alla fine. Una strategia che porterà il russo sul podio accanto al Re di Melbourne Vettel. Il giovane pilota tedesco non poteva cominciare meglio la sua prima stagione da campione iridato.

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