Vertenza Scm: per i sindaci non si può far pesare la crisi solo sui lavoratori


RIMINI, 5 MAR. 2009 – Crisi alla Scm di Rimini: dopo il previsto incontro in mattinata fra i responsabili dell’azienda, le organizzazioni sindacali, il presidente della Provincia, Ferdinando Fabbri, ed i sindaci di Rimini, Alberto Ravaioli, e Verucchio, Giorgio Pruccoli, i tre amministratori pubblici hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui rilevano che "la situazione è indubbiamente molto difficile", ma "vi è un punto fondamentale da cui partire per cercare di venirne fuori: questa crisi non può essere scaricata sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, magari accelerando processi di riorganizzazione già da tempo programmati". "Ecco perché – aggiungono – le proposte dei sindacati e delle maestranze di agire attraverso un contratto di solidarietà che non lasci a casa nessuno, ma che consenta di gestire in maniera collettiva ed intelligente questa fase così delicata, sono quelle sulle quali occorre seriamente lavorare, mettendo in campo non solo aspetti di natura organizzativa, ma anche il peso di opzioni di forte contenuto sociale". "Un’azienda come la Scm (leader nella produzione macchine per la lavorazione del legno) – proseguono gli amministratori – che rappresenta la storia della manifattura riminese e che ha sempre avuto sia un rilevante valore economico, che uno straordinario valore sociale, non può venir meno alla sua tradizione. Occorre definire una via d’uscita che eviti di scaricare su una sola parte i costi della crisi e contemporaneamente garantisca la permanenza e la piena attività di questa impresa nel territorio. Anche nei prossimi giorni manterremo aperto il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e i lavoratori. Allo stesso tempo organizzeremo un confronto con i vertici aziendali della Scm. Le Amministrazioni locali sono e resteranno in prima linea e si assumeranno in toto le proprie responsabilità".

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