Granarolo, mercoledì summit in prefettura con i Cobas


Sono convocati per dopodomani, mercoledì 29 gennaio, i Cobas in Prefettura a Bologna per riaprire il tavolo di trattativa sui facchini della Granarolo. Lo conferma lo stesso prefetto Ennio Mario Sodano, questa mattina a margine di una cerimonia nel Palazzo del Governo. “Faro” tutto il possibile – assicura- da parte nostra c’è disponibilità, ma serve la volontà da parte di tutti”.

Intanto, la confederazione nazionale dei Cobas esprime solidarietà ai facchini in lotta e chiede “il rispetto degli accordi firmati in Prefettura per il reintegro dei 51 lavoratori licenziati ingiustamente”. Il sindacato di base lancia anche un maxi “boicottaggio dei prodotti Granarolo sul territorio nazionale e oltre” e annuncia una nuova iniziativa a sostegno della protesta. “La prossima settimana e per una serie di date – fanno sapere i Cobas in una nota – le Rsu con iscritti della lista Cub Cobas e i Cobas del pubblico impiego si impegneranno con un atto di solidarietà a sostegno dei 51 licenziati alla Granarolo, raccogliendo buoni mensa davanti alla sede del Comune di Bologna”. Il sindacato si lancia poi all’attacco delle Forze dell”ordine e della Prefettura, giudicando “inaccettabile” l”arresto dei due facchini fermati l’altro giorno per i disordini davanti ai cancelli di Cadriano. “La Granarolo è molto, troppo aiutata da Polizia e Carabinieri- affermano i Cobas- che picchiano lavoratori, sindacalisti, militanti solidali con le lotte, invece di arrestare chi in modo delinquenziale non rispetta le leggi e i diritti del lavoro. In questi giorni assistiamo davanti ai cancelli della Granarolo a scene violente di pestaggio di chi difende il proprio posto di lavoro, è inaccettabile”.

I facchini, sottolinea il sindacato, “non ricevono salario da nove mesi. Come fanno a vivere, questo il Prefetto non lo capisce? Se lui stesse per nove mesi senza paga, come se la vivrebbe? Male pensiamo, così come vivono male i licenziati dalla Granarolo”. Ovviamente, ce n’è anche per il colosso del latte. “La Granarolo scrive lettere aperte per sostenere che non c’entra con questo attacco costante che riceve – criticano i Cobas – ma è la Granarolo che appalta e subappalta senza assumersi responsabilità. Chi non applica il contratto nazionale logistica ai facchini? E” la Granarolo attraverso i subappalti. Chi evade su contributi e tasse pagando irregolarmente i facchini degli appalti? E’ sempre la Granarolo. La legge italiana prevede che sia proprio il committente, in questo caso la Granarolo, il responsabile principale delle malefatte dei consorzi e cooperative riceventi appalti. Il committente deve rispondere in pieno di fronte alla legge, sanando totalmente tali inadempienze contrattuali, salariali, licenziamenti, evasione contributiva e fiscale”.

Dunque, affonda il colpo il sindacato di base, “la Granarolo smetta di ergersi ad azienda corretta e leale, perchè non lo è. La smetta di vendicarsi contro le lotte dei facchini perchè le chiedono solo ciò che loro spetta per legge e per diritto. La Granarolo smetta di accusare i sindacati di base che lottano con i facchini, ”estremisti preoccupanti come la mafia”. Il comportamento mafioso di chi è?”. Tra l’altro, aggiungono i Cobas citando anche Manutencoop e Coop Adriatica, come la Granarolo “tante cooperative fanno capo a Legacoop, che ha completamente snaturato lo spirito cooperativistico: solidarietà e diritti”.

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