Vertenza Electolux alla stretta finale: ore decisive


Entra nella stretta finale la vertenza Electrolux con un’intesa tra sindacati e azienda sostanzialmente raggiunta. Nelle prossime ore al Ministero dello Sviluppo economico i testi elaborati dalle parti saranno sottoposti al ministro Federica Guidi e ai presidenti delle 4 regioni coinvolte: Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Domani la presentazione a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi. Gianluca Ficco, coordinatore Uilm del settore degli elettrodomestici, spiega che “dopo una notte di trattativa, siamo finalmente riusciti a raggiungere con Electrolux un’intesa difensiva, ma di grande importanza per la salvaguardia sia dell’occupazione, sia del salario”.

 

Michela Spera, responsabile Fiom del settore elettrodomestico, e Stefano Zoli, coordinatore Fiom per Electrolux, confermano che “è stato definito, dopo un lungo confronto tra azienda e sindacato, avviato nel pomeriggio di ieri e concluso questa mattina, il testo dell’ipotesi di accordo in Electrolux, sulle misure concordate in tema di produttività e riduzione del costo dell’ora lavorata, con gli allegati relativi ai piani industriali dei singoli stabilimenti, alla nuova regolamentazione dei permessi sindacali e al piano di gestione delle eccedenze”. Il confronto si concluderà domani alle 15 a Palazzo Chigi.

 
Ora la parola passa ai lavoratori Electrolux. Le assemblee per illustrare i contenuti dell’ipotesi di accordo cominceranno venerdì 16 maggio a Forlì. A seguire ci saranno le assemblee a Porcia, il 19 maggio, a Susegana, il 20, e in conclusione, il 21 maggio, nello stabilimento di Solaro. In tutti gli stabilimenti del gruppo l’intesa sarà sottoposta a referendum che si concluderà entro il 22 maggio.

 
I contenuti principali dell’intesa sono: nessuna chiusura di stabilimento, grazie a un piano industriale per tutti i quattro stabilimenti italiani con 150 milioni di euro di investimenti nel periodo 2014-2017; nessun licenziamento, grazie al ricorso ai contratti di solidarietà nelle fabbriche, alla cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie e alle uscite incentivate volontarie o finalizzate alla pensione; mantenimento integrale del salario, nonchè delle pause per effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la riduzione della sola pausa aggiuntiva di Porcia che passa da 10 a cinque minuti. Infine i sindacati hanno accettato un taglio del 60% dei permessi sindacali dall’1 gennaio 2015, a fronte del mantenimento delle ore di assemblea sindacale.

 

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