Da Veronafiere e Parma nasce il colosso Vpe


I due distretti della lirica e del food&wine nazionale, Parma la città di Verdi e Verona con
l’Arena, da oggi si presentano sui mercati internazionali in duetto. Nasce Wpe, (Verona Padova Exhibition), la nuova società creata da Veronafiere e da Fiera di Parma presentata in apertura
di Wine2wine, alla presenza del sindaco di Verona Federico Sboarina e del presidente Ice Michele Scannavini. “Una decisione solida ci porta a unire le forze per avviare insieme una piattaforma sempre più vicina al Sistema Paese e alle imprese – ha detto il Ceo di Veronafiere Giovanni Mantovani – e già oggi diamo il via a Wi-Bev, il nuovo salone internazionale, organizzato appunto da Veronafiere e Fiere di Parma con la collaborazione scientifica di Assoenologi, sulla tecnologia e innovazione nella filiera vitivinicole e nel mondo beverage. E’ qualcosa di nuovo rispetto a Simei, e raccoglie i big. C’è comunque dialogo con Unione Italiana Vini e se Simei vorrà rinnovarsi auspichiamo un evento unico a carattere nazionale che dovrà essere innovativo non solo sulle macchine ma anche su altre filiere. La sfida non è solo guidare questi settori verso tecnologie al passo coi tempi, dal controllo ottico con telecamere delle bottiglie alla resina epossidica per uso alimentare, ma condividere le conoscenze, dalle
biotecnologie alla genomica. Il gioco – ha sottolineato Mantovani – non finisce qui, altrimenti sarebbe solo pre-campionato. Il campionato vero e proprio sarà sui mercati internazionali, extra-Ue in particolare dove la crescita è esplosiva anche per le componenti tecnologiche. Stiamo dunque creando qualcosa che davvero guarda al futuro”.  Le due Spa, ha precisato il presidente Veronafiere Maurizio Danese, “sono il secondo polo fieristico nazionale sia per
fatturato consolidato nel 2016 con 127 milioni di euro in totale (88 mln Verona e 39 mln Parma), sia per superficie lorda coperta con 283 mila metri quadrati complessivi (153 Verona, 130 Parma). Il settore fieristico si stima decrescente in Italia fino al 2019, stazionario negli Usa e in Europa, e vede invece galoppare l’Asia con valori a due cifre; motivo in più per stare insieme”. Per rilanciare il sistema fieristico – gli fa eco Antonio Cellie, ceo Fiere di Parma – bisogna fare una piattaforma insieme al governo per aumentare le quote di vendite made in Italy. Qui c’è una industria che non delocalizza e da’ un supporto meravigliosamente industriale alle cantine dei nostri tanti territori. Cerchiamo così di muoverci su scala globale in modo sempre più efficiente”. Visibilmente soddisfatto il presidente di Fiere di Parma Gian Domenico Auricchio: “questa collaborazione è tre volte bella perché soddisfa tre interlocutori: la città, le istituzioni e gli utenti che sono le imprese. Da ex presidente di Federalimentare realizzo un sogno coltivato da tempo”. “Sono molto fiero di Veronafiere che dalla trasformazione societaria a febbraio sta
prendendo velocità – ha detto il sindaco di Verona Sboarina – e oggi si sposano due eccellenze che ci portano a diventare il secondo polo fieristico d’Italia. Sono certo che la partnership
presentata oggi sia il punto di partenza di un percorso di crescita che corrisponda ai moderni parametri per stare sul mercato: coraggio, essere sufficientemente aggressivi e rappresentare una logica di sistema”. A testimoniare l’appoggio istituzionale a Vpe la presenza del presidente Ice Scannavini: “in coerenza con gli obiettivi del Piano straordinario del Made in Italy che ha stanziato 90 milioni per il rafforzamento del sistema fieristico nazionale Vpe crea una importante massa critica in un comparto, l’agroalimentare, che secondo i dati di
Nomisma Agrifood Monitor, supererà quest’anno i 40 miliardi di euro di export, con una crescita del 6% sul 2016. All’estero cerchiamo non di vendere un prodotto ma una catena del valore e Vpe è un moderno modo di portare i nostri campioni nazionali verso l’internazionalizzazione”, la coppa del mondo.  Vpe è una new.co di Veronafiere e Fiere di Parma che nasce con una compagine paritaria (50% e 50%) e per ora un capitale
di 100mila euro, in attesa di un Piano Industriale che stima già col primo prodotto, Wi-Bev ricavi per tre milioni di euro nel prossimo quadriennio, e pianifica esperienze comuni al Fancy
Food e in appuntamenti fieristici asiatici. Come Vpe, ha concluso Danese, “non ci sono preclusioni a nuove alleanze anche con operatori internazionali”.

Riproduzione riservata © 2017 viaEmilianet