Verlicchi, c’è il fallimento. Contestato l’ad Peviani


BOLOGNA, 15 APR. 2011 – Urla, fischi e lancio di monetine. E’ stata questa l’accoglienza riservata a Valdemaro Pevani, amministratore delegato della Verlicchi. Ad aspettare il capo d’azienda all’uscita del Tribunale di Bologna c’erano gli operai della fabbrica che progetta e costruisce i telai per moto di lusso come Ducati e Bmw. Il momento di maggiore tensione c’è stato in via Farini, quando, dopo aver camminato per un tratto sotto i portici, sommerso dalle critiche e dalle grida dei lavoratori infuriati, l’imprenditore è stato fatto salire dai carabinieri sulla loro auto per essere portato via. Nell’aula del tribunale si era da poco conclusa l’udienza che doveva decidere sul fallimento chiesto dagli stessi dipendenti della fabbrica. Oggi la Verlicchi è chiusa e le maestranze non ricevono lo stipendio da dicembre. Per questo il presidio fuori da Palazzo Pizzardi si è infuocato alla notizia di un possibile rinvio dell’udienza. Ma i dipendenti erano comunque fiduciosi nel lavoro dei giudici. Meno nei confronti della proprietà dell’azienda. "Hanno presentato una richiesta di concordato fallimentare al quale noi abbiamo detto di no – spiega Marino Mazzini della Fim-Cisl Bologna -, i nostri legali si sono rifiutati anche di fronte alla richiesta di dissequestro dei beni".Alla fine il fallimento è arrivato. E’ stato dichiarato dal Tribunale, che ha autorizzato l’amministrazione provvisoria, passo che per i lavoratori vuol dire cassa integrazione. Respinta invece la richiesta di concordato preventivo proposto questa mattina dalla nuova proprietà, a cui aveva dato parere negativo anche la Procura, che ha aperto due fascicoli sulla Verlicchi."Intanto il 20 aprile alle 9.30 – ha spiegato Nicola Patelli della Fiom-Cgil – nella sede della Provincia verrà firmato l’accordo di cassa integrazione straordinaria con la possibilità di andare in mobilità per chi volesse usufruirne volontariamente". Patelli ha espresso "soddisfazione relativamente al fatto che è stata accolta la nostra richiesta di fallimento e concessa l’amministrazione provvisoria". "Soddisfazione – ha precisato – perché il percorso del fallimento è stato accettato e questo consentirà ai lavoratori di avere gli ammortizzatori sociali. E’, ovviamente, una soddisfazione mitigata dal fatto che si tratta di un fallimento. Auspichiamo però che il fatto che l’azienda è stata dichiarata fallita consenta di fare diventare ufficiali le manifestazioni di interesse per ora ufficiose".Intanto in Procura (oggi il parere contrario al concordato preventivo era stato dato dal Procuratore aggiunto Valter Giovannini) vanno avanti i due fascicoli affidati al Pm Antonello Gustapane. I fascicoli sono stati originati da due esposti, uno presentato da Alessandro Verlicchi e l’altro dalla Fiom, in cui si ipotizzano i reati di sostituzione di persona e truffa aggravata a danno dei lavoratori. Il segretario della Fiom, Bruno Papignani, aveva parlato di "elementi ambigui e contradditori" nella vicenda del passaggio di proprietà.

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