Verlicchi, arriva la cassa integrazione straordinaria


BOLOGNA 20 APR. 2011 – A pochi giorni dal fallimento della Verlicchi, per i suoi lavoratori arriva la cassa integrazione straordinaria. L’accordo è stato firmato in Provincia questa mattina e consiste nella seconda buona notizia nel giro di pochi giorni per i dipendenti dell’azienda di Zola Predosa. Il fallimento, che di primo acchito può sembrare un traguardo da scongiurare, per loro equivaleva infatti a il primo passo per poter far ripartire la produzione. Ora, con l’accordo sull’ammortizzatore sociale raggiunto con la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl unite, 178 dipendenti possono tirare un sospiro di sollievo.Il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria per fallimento vale 12 mesi a decorrere dalla data, appunto, del fallimento e quindi fino all’aprile del 2012. L’assessore provinciale al Lavoro Giuseppe De Biasi sottolinea come “la concessione dell’esercizio provvisorio da parte del Tribunale, che ha dimostrato una sensibilità e una tempistica davvero encomiabile considerato il carico di lavoro degli uffici giudiziari, permette di attivare tutti gli strumenti utili alla ripresa produttiva e, di conseguenza, rende più interessante il subentro di possibili nuovi acquirenti”.Ammortizzatori o meno, i lavoratori della Verlicchi conservano comunque la loro disillusione, convinti che il futuro della loro azienda è altamente incerto. Il presidio alla fabbrica continua, perché la paura è che, a prescindere da chi si farà avanti, di lavoro per tutti non ce ne sarà. Il ridimensionamento dei volumi di produzione è infatti dato per scontato. intanto la Fiom ha depositato in procura un esposto contro i nuovi proprietari della Verlicchi, una società senza fini di lucro con capitale sociale di diecimila euro. "Siamo in presenza di una polisportiva di basket – spiega Nicola Patelli della Fiom Cgil Bolognese – che rileva un’azienda leader nel mondo nella produzione di telai. Dopo di che questa polisportiva la spacchetta vendendola attraverso incontri con persone che a volte parlano a nome di un’azienda e altre volte parlano a titolo personale. Siamo a una sorta di circo".

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