Verità per Donato Bergamini


DOMENICA 27 DIC 2009 – "Vogliamo la verità sulla morte di Denis". E’ il grido lanciato dalle centinaia di persone che stamattina a Cosenza hanno partecipato alla manifestazione ed al corteo organizzati dal gruppo Facebook "Verità per Donato Bergamini". Donato "Denis" Bergamini, che era di Ferrara, morì il 18 novembre del 1989, quando aveva 27 anni, investito da un camion a Roseto Capo Spulico (Cosenza), lungo la statale 106 jonica, mentre era insieme alla fidanzata. L’inchiesta sulla morte di Bergamini, condotta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari (Cosenza), giunse alla conclusione che il giocatore si sarebbe suicidato e, per tale motivo, fu archiviata. Adesso il padre di Bergamini, Domizio, che ha partecipato stamattina alla manifestazione a Cosenza insieme all’altra figlia, Donata, chiede che l’indagine venga riaperta sostenendo che il figlio è stato ucciso. I legali della famiglia Bergamini stanno raccogliendo nuovo materiale probatorio, tra cui alcune testimonianze, da presentare alla Procura di Castrovillari a sostegno della richiesta di riapertura dell’istruttoria. Secondo la ricostruzione della famiglia, Denis era finito in un giro di persone losche, che avevano a che fare con il traffico di droga, e fu eliminato per aver fatto qualche sgarro o per aver visto o sentito troppo. La versione del suicidio sotto un camion in corsa non regge, secondo la famiglia, visto che il corpo non aveva segni di abrasione e che tutti i monili indossati dall’uomo (orologio, bracciali e collana) erano intatti al momento del ritrovamento del corpo. Secondo la famiglia l’ex fidanzata di Denis, che era con lui al momento della tragedia, avrebbe coperto una verità diversa.I partecipanti alla manifestazione, svoltasi sotto una pioggia battente, si sono radunati davanti al palazzo di giustizia innalzando striscioni e cartelli, presente una folta rappresentanza di tifosi del Cosenza. "Ho nuove speranze – ha detto Domizio Bergamini parlando con i giornalisti – che la verita sulla morte di mio figlio verrà fuori. Resto convinto che Denis è stato ucciso e sono certo che la verità prima o poi emergerà. Chiediamo che i magistrati rivalutino vecchi elementi e nuove testimonianze". Donata Bergamini ha sottolineato "il bellissimo rapporto che si era creato tra Denis e la città di Cosenza, nei confronti della quale non abbiamo mai avuto odio. Ne è testimonianza il fatto che la curva sud dello stadio è stata intitolata a lui. Ci commuove il fatto che mio fratello non è mai stato dimenticato dai tifosi del Cosenza". Il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Domenico Giacomantonio, intervenendo nei giorni scorsi sulla morte di Bergamini, si è detto pronto a riaprire il caso se dovessero emergere fatti nuovi.

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