Ventiquattr’ore dedicate ai rifugiati


BOLOGNA, 17 GIU. 2010 – “Emilia-Romagna terra d’asilo” è il nome del progetto che ogni anno quantifica il numero di persone che arrivano nella nostra Regione per scappare da dittature, guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani. E’ un nome azzeccato, perché tra Piacenza e Rimini sono circa 4000, tra coloro che hanno già ottenuto la protezione dallo Stato italiano e coloro che hanno fatto domanda e sono ancora in attesa della risposta. Di loro si occupa il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), una rete nazionale di enti locali, associazioni e cooperative sociali. E domenica prossima, il 20 giugno, passeranno dal ruolo di invisibili a quello, inedito di festeggiati, grazie alla Giornata mondiale del rifugiato.I rifugiati emiliano-romagnoli arrivano soprattutto da Eritrea, Costa d’Avorio, Afghanistan, Somalia, Etiopia, Iraq e Nigeria. In regione esistono attualmente in 9 progetti di accoglienza inseriti nella rete nazionale Sprar, per un totale di 245 posti, finanziati tramite un bando del ministero dell’Interno, con cui sono stati accolti, nel 2009, 415 beneficiari. Un numero insufficiente se paragonato al dato delle presenze. In tutt’Italia la rete di accoglienza gestisce 3000 posti, quando nel solo 2009 le domande di protezione presentate sono state più di 17mila.A livello nazionale non esiste una legge organica sul diritto di asilo, nonostante l’articolo 10 della Costituzione lo preveda espressamente. Ma l’Emilia-Romagna è l’unica Regione ad aver adottato, insieme agli enti locali, ai sindacati e a diverse realtà del terzo settore, un protocollo d’intesa per assicurare ai rifugiati una rete di accoglienza armonica e integrata. E’ da questo protocollo che nel 2005 è nato il progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo”, che ha l’obiettivo di ampliare e supportare la rete regionale di accoglienza, realizzare un monitoraggio annuale, coordinare le attività di sensibilizzazione sul territorio e organizzare corsi di formazione per gli operatori di enti locali, forze dell’ordine e terzo settore. “L’impegno della Regione in quest’ambito continuerà con il coordinamento diretto della rete di 40 partner riuniti nel progetto ‘Emilia-Romagna terra d’asilo’ –  ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali e di integrazione per l’immigrazione Teresa Marzocchi, commentando la ricorrenza di domenica – E’ necessario essere consapevoli che la presenza dei rifugiati sul nostro territorio è un dato strutturale e bisogna continuare a diffondere una cultura dell’asilo per non sprecare quanto di buono è stato fatto finora, grazie all’impegno di enti locali e terzo settore”. “Il mio auspicio – ha aggiunto l’assessore – è che a livello nazionale vi possa essere un impegno più forte per i diritti e la dignità di queste persone che non scelgono, ma sono costrette a chiedere protezione in luoghi lontani dal proprio Paese. Nonostante la vergognosa pratica dei respingimenti verso la Libia stia continuando, finché persisteranno le cause di fondo che costringono queste persone a partire, ogni tentativo di non vedere equivarrà solo a un rinvio del problema”.

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