Vendite stabili nel settore moda


“Una stabilità nelle vendite, accompagnata però da una leggera diminuzione della spesa media, in ogni caso inferiore rispetto a quanto registrato nel resto d’Italia”. Questi in sintesi – spiega Marco Cremonini, presidente di Federmoda Emilia-Romagna – i risultati dell’indagine realizzata da Confcommercio E-R, attraverso il Centro studi Iscom Group, su un panel di esercizi commerciali della regione, composto in prevalenza da punti vendita di beni per la persona. Per la prima volta è stato applicato in regione il divieto, per i negozi di abbigliamento e calzature, di effettuare vendite promozionali nei trenta giorni antecedenti l’inizio dei saldi. Il valore della spesa media pro-capite – spiega Federmoda – registra un decremento nel triennio 2015-2017: nel 2015 era di 93 euro, nel 2016 risulta pari a 92,5 euro e nel 2017 è di 90 euro. Per l’abbigliamento il valore è stabile, intorno ai 92 euro, mentre per le calzature è diminuito scendendo a 77 euro. Se si considera che il nucleo medio familiare in Emilia-Romagna è composto da 2,22 componenti, la spesa per famiglia è stata di circa 197 euro. Le principali cause di questa contrazione sono da imputare alla riduzione della disponibilità per la spesa delle famiglie (51%) e alla concorrenza di altre formule commerciali (31%). Nell’abbigliamento i clienti si sono orientati sull’acquisto di maglieria e capispalla, complice il freddo di gennaio (citati piumini, parka, giubbotti e cappotti), intimo, accessori e pantaloni. Ricercate, tra le calzature, stivaletti, snikers, e tra gli altri modelli le francesine, i tronchetti e i decolleté. Come accessori, oltre alle borse, anche le sciarpe. “Sicuramente positiva l’introduzione del divieto alle vendite promozionali nel mese di dicembre, mese in cui fra l’altro si è comunque registrato un buon movimento nei negozi – afferma Cremonini – La prima settimana di saldi ha registrato una buona affluenza, cui però è seguito un calo nonostante il progressivo aumento della percentuale degli sconti. Confidiamo che tale divieto possa essere meglio regolamentato con un’apposita legge, anche per impedire l’utilizzo indiscriminato di deroghe che hanno creato confusione sui territori lo scorso dicembre”.

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