Ducati, due italiani in corsa: Bonomi e Benetton


Ci sono due italiani, cioè l’ex-proprietario Andrea Bonomi e la famiglia Benetton, e vari gruppi stranieri, in particolare americani e indiani, ma non ci sarebbe più Harley Davidson. La banca d’investimenti Evercore ha chiuso un primo round per raccogliere le offerte per l’acquisto della Ducati, per cui il gruppo Volkswagen sta valutando una possibile cessione. I nomi si rincorrono da settimane, ma ora ci sarebbero le prime proposte ufficiali. Tra queste quella di Investindustrial di Andrea Bonomi, l’ex che ha venduto ai tedeschi le Rosse di Borgo Panigale nel 2012 e che quindi sembra voler tornare in sella alla Ducati. Il finanziere milanese due mesi fa, a domanda precisa, non aveva negato un suo interessamento. “Noi interessati alla Ducati? Non so cosa vogliano fare i tedeschi. Non sono stati chiari”, si è limitato a dire. Al suo nome si sarebbe aggiunta ora anche la Edizione Holding della famiglia Benetton. Sono loro i due cavalli italiani che partecipano alla corsa per le Rosse. A questi due italiani si aggiungerebbe poi una nutrita schiera di fondi e gruppi industriali stranieri, tra cui i più quotati sono la canadese Brp, un’ex-divisione di Bombardier controllata da Bain Capital, gli indiani di Eicher Motor (sono quelli del noto marchio Royal Enfield) e il gruppo Usa Polaris, che produce vari prodotti tra cui moto, fuoristrada e quad. Non ci sarebbe più invece Harley Davidson, che pure si era fatta avanti per studiare il dossier: i risultati economici del gruppo non sono infatti positivi, anche se non è escluso un suo ritorno a sorpresa. Altri nomi tirati in ballo in queste settimane sono poi quelli degli indiani di Bajaj Auto, presente in Ktm, oppure altri fondi come Advent, Cvc e Bai Partners. Si vedrà. Anche se in azienda il termine cui si guarda è fine agosto, quando le posizioni potrebbero chiarirsi soprattutto da parte di Volkswagen: la decisione finale di vendere infatti non è ancora stata presa, mentre in quella data sembra ci possa essere qualche novità. Sono preoccupati invece da tempo i sindacati. Fim Cisl e Fiom Cgil hanno firmato una lettera comune per sottolineare che la vendita sarebbe “un danno per Volkswagen e per Bologna”. Contro la vendita si sono poi espressi i rappresentanti sindacali di tutto il gruppo tedesco, appoggiando la posizione dei sindacati bolognesi. “Noi rimaniamo al fatto che una decisione non è ancora stata presa, deve ancora esprimersi il consiglio di sorveglianza di Volkswagen”, spiega Bruna Rossetti, delegata Fiom Cgil.

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