Vendesi sede storica della Parmalat Spa


COLLECCHIO (PR), 16 AGO. 2011 – Una targa in marmo tanto tampo fa riportava la scritta "Ditta Calisto Tanzi e figli". Era affissa a una palazzina dei primi del Novecento situata in via Grassi 22 a Collecchio. Più sotto si leggeva "Salumi e conserve". Questo produceva il nonno di un Calisto più famoso, fondatore del marchio Parmalat e autore del crack più grande mai creato da un’azienda europea. Lo storico edificio trasformato da salumificio a quartier generale del colosso lattiero è ora in vendita. A volerla cedere sono i nuovi proprietari della società, i francesi di Lactalis, che da luglio controllano la Parmalat, forti del loro 83,3% di capitale.Nelle settimane scorse il gruppo d’oltralpe ha dato l’ok al progetto presentato lo scorso marzo agli analisti dal direttore finanziario, ora dimissionario, Pierluigi De Angelis. Il disegno prevede la dismissione immobiliare della sede, già da tempo non più adibita a centro direzionale, da quando i piani alti di Parmalat si sono trasferiti nella periferia di Collecchio.Oggi sull’edificio, oltre a mancare la targa in marmo di nonno Calisto, manca anche la grossa scritta Parmalat marrone collocata sulla trave in ghisa che univa le due palazzine divenute sede centrale dell’azienda. L’immagine della facciata ha fatto il giro del mondo, attraverso tv e giornali, a partire dal 2003, l’anno in cui scoppia il crack dal 14 miliardi di euro. Truffa che in una di quelle stanze in via Grassi, era stata messa a punto da patron Tanzi e Co. La vendita della ex sede, crisi immobiliare permettendo, è un altro passo catartico per la Spa che, passata in mano straniera si allontana sempre più da quei prosciutti e da quelle conserve che diedero origine a uno dei marchi italiani più noti.

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