Vendemmia, in fila in cerca di lavoro


Si comincia questa settimana con le prime uve bianche, chardonnay e moscato in particolare, per poi proseguire con le altre uve ed i lambruschi. Tempo di vendemmia, dunque, in linea con quelle che erano le stagioni di raccolta tradizionali e non più anticipate a causa delle grandi calure estive. Se, infatti, quest’estate anomala ha scontentato i vacanzieri e tutti coloro che operano a contatto col turismo, le abbondanti piogge di queste settimane hanno invece favorito un buon sviluppo della vite. Inoltre, le escursioni termiche tra il giorno e la notte hanno certamente inciso in maniera positiva su quelli che saranno i profumi dei vini. Allo stato attuale, dunque, la vendemmia si preannuncia buona anche se, a dire il vero, da oggi in avanti servirebbe qualche giornata di sole in più per garantire una maturazione ottimale delle uve rosse. Un comparto in salute e che, soprattutto, continua a dare lavoro a tanti, nonostante il calo del fabbisogno dovuto ad una raccolta sempre più meccanizzata. “Lavoratori stagionali a parte – spiega Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena – sono in aumento le persone, per la maggior parte italiani e residenti nella nostra provincia, che cercano un’assunzione temporanea per la vendemmia. E’ indubbiamente – conclude Fini – il segno della crisi”. Rispetto al fabbisogno di manodopera, un’eccedenza di richieste che ora verranno in parte dirottate sulla raccolta della frutta, le pere in particolare, produzione di eccellenza del modenese dove, dalle prime stime, si parla di una produzione di circa il 15-20% in più rispetto allo scorso anno.

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