Vendemmia, la crisi si combatte con le fusioni


Una stagione anomala, con una primavera calda che ha favorito l’anticipo del germogliamento e della fioritura delle viti, seguite da un’estate piovosa con temperature sotto la media stagionale,  che ha ritardato la maturazione delle uve: in uno scenario di questo tipo è iniziata la vendemmia 2014. I tagli produttivi maggiori al Sud, dove si stimano cali fino al 30%, in tenuta l’Emilia Romagna ma molto dipenderà anche dalle prossime settimane. Siamo a Masone, lungo la via Emilia, tra Modena e Reggio. Qui si producono fino a 130mila quintali di vino all’anno, tra Lambruschi e Ancelotta. Un momento positivo per il mercato, grazie a una serie di fattori a cominciare da un prodotto, il lambrusco, che continua ad incontrare l’interesse dei consumatori italiani e, sempre più, di quelli stranieri. Gli accorpamenti risultano vincenti. La cantina Masone – Campogalliano raccoglie l’esperienza di due province e qui conferisco 260 soci; a pochi chilometri di distanza troviamo Emilia Wine, nata dalla fusione di tre cantine sociali: Arceto, Prato di Correggio, Correggio e, cronaca recente, Casali di Scandiano. Qui i soci sono più di 700: una grande azienda nei numeri e nella tecnologia. L’unione fa la forza niente da dire, ma poi restano le differenze di campanile e di palato.

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