Vanna Marchi: ultimo atto, il procuratore chiede la conferma della condanna


4 MAR. 2009 – Confermare la condanna a nove anni e sei mesi di reclusione inflitta a Vanna Marchi dalla Corte di Appello di Milano: questa la richiesta che il procuratore generale Antonello Mura ha avanzato davanti alla Corte di Cassazione. La televenditrice era stata condannata nel marzo 2008 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Stessa richiesta anche nei confronti della figlia della Marchi, Stefania Nobile, condannata in secondo grado per lo stesso reato a nove anni, quattro mesi e nove giorni di reclusione, e per Francesco Campana, ex compagno della Marchi la cui pena è già stata condonata. Secondo il procuratore "tante povere persone hanno finito per abboccare all’amo di questa sorta di pesca miracolosa fatta dalla Marchi e dai suoi complici". La difesa ha chiesto di considerare caduti in prescrizione 43 dei 111 casi accertati di truffa, e di rideterminare quindi la pena al ribasso. Tutti gli imputati potranno comunque richiedere lo sconto di tre anni per l’indulto. I giudici della Seconda Sezione della Cassazione emetteranno il loroverdetto nelle prossime ore.

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