Valmarecchia, passaggio “morbido” delle imprese alla Cna di Rimini


RIMINI, 18 SET 2009 – Sebbene le polemiche sul passaggio dell’Alta Valmarecchia all’Emilia-Romagna non siano ancora concluse, con il ricorso presentato dalle Marche davanti alla Corte Costituzionale, le organizzazioni dei piccoli e medi imprenditori guardano avanti. La Cna di Pesaro-Urbino ha infatti organizzato a Novafeltria un incontro per accompagnare le imprese della Valmarecchia (850, di cui 700 artigiane e 150 commerciali) nel trasferimento alla Romagna, dopo l’approvazione della legge che ha sancito il distacco di sette Comuni: Novafeltria, Maiolo, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, Casteldelci, San Leo e Talamello. Erano presenti i presidenti delle due Province e i sindaci della vallata.I due segretari provinciali della Cna, Camilla Fabbri di Pesaro e Salvatore Bugli di Rimini, hanno dichiarato che le due associazioni si sono già attivate per consentire alle imprese del territorio di gestire al meglio questo passaggio e aiutarle a cogliere le opportunità che potranno derivarne. In dote, la Cna di Pesaro e Urbino porterà ai ‘cugini’ romagnoli circa 300 imprese associate (dati Inps), alcune srl e un consorzio. Il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali ha osservato che il passaggio "non porterà benefici immediati ma che si rivelerà un investimento per il futuro". Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Matteo Ricci, ha fatto presente che "questa operazione non sarà a costo zero e che sarà necessario un fondo straordinario per sostenerla". Una richiesta già stata inoltrata al commissario governativo appena nominato, Rosaria Cicogna. Ricci ha comunque garantito la "massima collaborazione in questa fase di transizione, a prescindere dal ricorso in atto", presentato dalla Regione.

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