Ustica non è un mistero, mancano solo i responsabili


BOLOGNA, 27 GIU 2009 – “Ustica non è un mistero, ma è una verità: il dramma è che non siamo riusciti ad andare oltre per scoprire i responsabili”. Sono le parole di Daria Bonfietti oggi in Comune a Bologna per il 29mo anniversario della strage. Era un venerdì, il 27 giugno 1980, quando il volo Bologna-Palermo sparì dagli schermi radar sul tratto di mare tra Ustica e Ponza. Abbattuto da un missile, molto probabilmente dell’aviazione francese, in un contesto dai risvolti ancora non ben definiti a causa dei depistaggi italiani e dei silenzi della Nato.“Facciamo che questo sia il momento della partenza per l’ultimo decisivo sforzo per la verità”, ha aggiunto Daria Bonfietti, storica rappresentante dei parenti delle 81 vittime della tragedia aerea. Parole che fanno eco a quelle del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Grazie anche all’impegno generoso e costante dell’Associazione da lei presieduta – scrive il Capo dello Stato a Daria Bonfietti – la memoria delle ottantuno vittime di quel dramma resta viva nella coscienza dell’intero paese ed esige che sia fatto ogni sforzo perché le indagini recentemente riaperte permettano di dare – dopo così lungo tempo – adeguata e valida risposta all’anelito di verità e di giustizia su quanto accaduto”.I familiari delle vittime di Ustica hanno chiesto al Presidente della Repubblica di partecipare, il prossimo anno, al 30mo anniversario della strage. Daria Bonfietti ha anche rivolto al neo-sindaco Flavio Delbono “la richiesta di cominciare a pensare di organizzare l’evento” fin da ora.Dai familiari delle vittime è arrivata la richiesta al Comune di Bologna affinché il Museo della Memoria “riprenda il percorso di polo culturale che avevamo in mente nella fase della progettazione” (una delle tante speranze deluse dalla giunta Cofferati). L’obiettivo, ha concluso la Bonfietti, “è che in quel luogo si tenga forte la tensione verso la verità, ma si faccia anche cultura sia come ricerca che come esperienza di modernità”.IL PRIMO DISCORSO DI DELBONO SINDACOAnche il neo sindaco Flavio Delbono ha sottolineato come "per avere coscienza di quello che davvero avvenne si deve per forza venire a Bologna". Infatti, ha proseguito, "i giovani, coloro che hanno letto di quella brutta stagione fatta di trame, di attentati e di omicidi solo sui libri, devono visitare il museo dedicato alla memoria di chi é morto nella strage di Ustica". Pronunciando il suo primo discorso da primo cittadino, Delbono ha voluto ribadire "senza giri di parole" che "per Bologna, per la sua amministrazione, il ‘caso Ustica’ non è chiuso". Alla cerimonia, celebrata nella sala di giunta del Comune, hanno partecipato anche il presidente della provincia Beatrice Draghetti, il segretario provinciale del Pd Andrea De Maria e l’ex sindaco Walter Vitali. Erano presenti numerosi parenti, tra cui anche quelli di Aldo Davanzali, il titolare dell’Itavia che, ha detto la Bonfietti nel suo discorso, "ha visto ingiustamente massacrata la sua onorabilità di imprenditore".Un appello affinché il Parlamento faccia luce sulla vicenda viene addirittura da Fabio Granata, oggi vice presidente della Commissione nazionale antimafia in quota Pdl e in passato ai vertici del fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale: “Auspico che l’intero Parlamento – dice Granata – riapra al più presto un dibattito sulla vicenda Ustica e, qualora si registrasse una ampia convergenza tra le forze politiche presenti in Parlamento, la necessità di istituire una apposita commissione di inchiesta parlamentare, che con un ampio mandato possa finalmente fare piena luce su quello che rimane uno dei grandi misteri della nostra storia repubblicana e che in una vera democrazia non può rimanere irrisolto”.

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