Uno stillicidio di vite spezzate sul lavoro


BOLOGNA, 11 GEN. 2011 – Come un bollettino di guerra. L’incidente mortale di oggi a Medicina è il sesto nel giro di soli due mesi. E un altro caduto si è registrato nelle scorse ore a Rimini, dove un operaio è rimasto strangolato dal nastro trasportatore sul quale stava effettuando la manutenzione.è il sesto nel giro di soli due mesi. E un altro caduto , dove un operaio è rimasto strangolato dal nastro trasportatore sul quale stava effettuando la manutenzione."E’ veramente inaccettabile che si continuino a registrare così tanti casi di morti sul lavoro. Anche in questo 2011 siamo partiti proprio male". A parlare, attraverso una nota stampa, è Alessandro Alberani, segretario della Cisl di Bologna che imputa le cause della situazione alla "mancata applicazione della legge sulla sicurezza" e al "fenomeno di appalti e subappalti che la riduce ulteriormente".Secondo i dati della Cisl sono più di 100.000 gli infortuni denunciati lo scorso anno in Emilia-Romagna, con quasi 100 infortuni mortali. La maggior parte è avvenuta nel settore delle costruzioni, dei trasporti e dell’industria meccanica.A volere chiarezza su quanto accade nel mondo delle costruzioni è il sindacato Fillea-Cgil secondo cui la magistratura e gli organi competenti devono fare luce al più presto sulla morte del carpentiere avvenuta stamattina. "E’ urgente mantenere alta l’attenzione e la vigilanza per abbassare la soglia di rischio infortuni", si legge nel comunicato stampa degli edili di Cgil."Assieme alle lacrime – sostiene il sindacato – aumenta la rabbia per lo stillicidio di vite spezzate sui luoghi di lavoro. Chiediamo un incontro urgente con la Mcf Italia e la Coop Costruzioni (le aziende che stanno costruendo la palazzina luogo dell’incidente, ndr) per avere chiarimenti sull’episodio, per affrontare le problematiche relative alla sicurezza sul lavoro e per cercare soluzioni affinché tali eventi non si ripetino e venga rispettato il diritto fondamentale di poter lavorare senza rischiare la vita".

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