Uno scandalo scommesse sconvolge Serie B e Lega Pro


©Trc-TelemodenaMODENA, 1 GIU. 2011 – Ci risiamo, di nuovo. Calcioscommesse. Una piaga ciclica del calcio italiano che torna. In mattinata infatti sono state arrestate dalla polizia sedici persone a conclusione di un’indagine, imperniata su oltre 50mila intercettazioni, della squadra mobile di Cremona. Tra gli arrestati ex giocatori di serie A come Beppe Signori, l’ex fiorentino Mauro Bressan e l’ex capitano del Bari, Antonio Bellavista; calciatori di serie B come l’ascolano Micolucci, ex modenesi come Vincenzo Sommese, oltre all’ex giocatore e dirigente del Viareggio Gianfranco Parlato. Gli arresti sono stati eseguiti in diverse località italiane: Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Dalle indagini è emerso un quadro “sconfortante, di scarsissima affidabilità” per quello che riguarda le partite di serie B e LegaPro. Nell’occhio del ciclone ci sono 18 gare subjudice più 15 gare nominate nelle intercettazioni. Una gara riguarda la serie A, Inter-Lecce, 11 la LegaPro, ma soprattutto 5 la serie B. Tre investono l’Atalanta e una il Sassuolo: si tratta del match della Montepaschi Arena contro il Siena del 27 marzo. Gara finita 4-0: sotto accusa la puntata legata al numero di gol segnati nell’incontro. Figura centrale dell’inchiesta è Marco Paoloni, attuale portiere del Benevento ed ex Cremonese. Scommettitore ma anche vero e proprio referente dell’organizzazione, della quale facevano parte anche diversi imprenditori: l’indagine cremonese è partita da una gara, Cremonese-Paganese, che l’organizzazione tentò di indirizzare inserendo nelle borracce dei giocatori grigiorossi una sostanza ansiolitica chiamata Lormetazepam. Nell’indagine compare anche il nome dell’ex primavera gialloblu Cristiano Doni, indicato come referente. Siena e Atalanta, ma in particolare i nerazzurri rischiano grosso. Gli scommettitori agivano preferibilmente sul mercato asiatico delle scommesse per non destare troppi sospetti. Una cautela che però non è bastata per tenere segreto il giro illecito. "Ma non avete pietà in questa situazione? Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me". Queste le uniche parole di Beppe Signori, raggiunto telefonicamente dall’ANSA prima che si recasse in questura a Bologna per l’interrogatorio. L’ex bomber è stato quasi due ore negli uffici della Questura. Ad attenderlo fotografi, telecamere e anche un tifoso, con sciarpa del Bologna al collo, che gli ha gridato: "Grande Beppe!".Tra le carte dell’inchiesta di Cremona compare anche la discussa partita tra Brescia e Bologna del 2 aprile, finita 3-1 per i lombardi. In un’intercettazione del 25 marzo, Pietro Bassi, "un informatore amico del ds della Nocerina" secondo l’ordinanza, predice a Gianfranco Parlato, uno degli arrestati, il risultato esatto. "Il Brescia prende tutto capito?", dice Bassi a Parlato che chiede: "Che ha?". "Il Bolo". La gara, decisa in avvio da due reti in dieci minuti dei lombardi, fu al centro di numerose polemiche già nei giorni precedenti, provocando la reazione stizzita dell’allenatore rossoblù Malesani.

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