Università, in Salaborsa per dire no al precariato


BOLOGNA, 22 DIC. 2010 – Oggi i No-Gelmini bolognesi si sono incontrati in Salaborsa. In 300 circa hanno quasi riempito la biblioteca comunale a due passi da piazza Maggiore, occupata simbolicamente nel pomeriggio, per dare vita ad un’assemblea pubblica nelle stesse ore in cui al Senato si votava il ddl di riforma dell’università. C’erano studenti, ricercatori, bibliotecari, orchestrali – tutti rigorosamente precari – e metalmeccanici. Poi un’ottantina di loro ha bloccato il traffico all’incrocio tra le centralissime via Rizzoli e Indipendenza, proseguendo a piedi in corteo fino a via Zamboni. Al centro dell’incontro, durato quasi due ore, non solo i problemi di scuola e Università. La crisi e il precariato onnipresente sono diventati la litania dell’assemblea con interventi di bibliotecari, un rappresentante dei "docenti preoccupati", lavoratori della cineteca comunale, ricercatori. Tutti "a rischio futuro". A fine assemblea la proposta di uno sciopero generale a gennaio e di un’altra assemblea nella stessa biblioteca. Appesi alle balaustre della biblioteca molti striscioni: "Resisteremo un minuto più di voi" quello degli studenti, "Rivoluzione autorganizzazione" per gli anarchici, "Salviamo l’Università" da parte dei ricercatori, fino a quello degli operai della Magneti Marelli sostenuti dalla Fiom in cui c’era scritto "La lotta è credere in un futuro migliore. Prendi il meglio di te e mettilo nella lotta". Tra la platea anche due candidati alle primarie, Virginio Merola e Amelia Frascaroli, il segretario della Camera del lavoro Danilo Gruppi, il numero uno della Fiom Bruno Papignani, il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti. A fine incontro la protesta è continuata con il solito blocco del traffico e corteo improvvisato al grido "Blocchiamo tutto".

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