Università, il solito problema da rinviare ogni anno


BOLOGNA, 18 OTT. 2010 – La ricerca e la formazione non si possono bloccare. Si tratta di priorità che la politica deve valutare con lungimiranza. Questo, in sintesi, il significato del discorso di Napolitano a Pisa per i 200 anni della Normale. Parole con cui il capo dello Stato è tornato sul tema delle risorse al mondo dell’Università. Soldi la cui mancanza ha fermato in modo brusco il percorso del Ddl Gelmini.Il ministro dell’Istruzione, dopo l’arrabbiatura di venerdì scorso, oggi ha detto di credere nella promessa di Tremonti di tirare fuori dal cilindro di un decreto Milleprologhe i fondi necessari per procedere. Un modo di procedere che non è piaciuto all’assessore regionale alla Scuola dell’Emilia Romagna, Patrizio Bianchi. "Il sistema universitario di questo paese ancora una volta non si sente solo tradito, ma trattato come un problema da Milleproroghe", ha detto Bianchi. "L’idea che ancora una volta, il 24 dicembre, nel Milleproroghe, il governo riesca a mettere dentro tutti i problemi fondamentali di questo paese, indica probabilmente che il ministro dell’economia una qualche capacità di previsione dovrebbe averla di più".Nel corso di interrogazione all’Assemblea legislativa di via Aldo Moro, Patrizio Bianchi ha spiegato che "su 36.600 professori associati e ordinari, quasi la metà andrà in pensione nei prossimi cinque anni. La proposta fatta dalla Crui era 2.000 per tre anni, quella del ministro Gelmini 1.500 per cinque anni. Alla fine, con le due proposte, mettiamo in fila concorsi per ricercatori per 7.500 persone. Meno della metà delle uscite".Per Bianchi quella dei ricercatori "non è richiesta corporativa" ma "la forte evidenza che veniva dai ricercatori di quelle che erano le condizioni minime per tenere aperta la porta dell’università". "L’idea che il Governo sia arrivato a dire, quando si era in aula per decidere, ‘non avevamo fatto i conti’, mi dà un senso non dico di sottovalutazione dei problemi – ha spiegato – ma anche di tentativo di spostare continuamente avanti dei nodi chiari da tantissimo tempo".Giudizio "negativo" quindi non solo per "questo spostamento in avanti", ma anche del fatto che arrivato alla presentazione della Finanziaria "il ministro Tremonti non avesse previsto quello che era il minimo della spesa necessaria per garantire la funzionalità del sistema".E per il fatto che "ancora una volta ci sarà poi il ‘Milleproroghe’ in cui mettere dentro quello che è oramai un punto fondamentale di sopravvivenza del sistema universitario"

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