Università di Modena e Reggio, inaugurazione a tinte fosche


©TelereggioREGGIO EMILIA, 28 FEB. 2009 – Fra due anni i fondi statali assegnati all’Università di Modena e Reggio non saranno più sufficienti neppure per pagare gli stipendi del personale. Il rettore Aldo Tomasi ha aperto a Modena l’anno accademico lanciando un drammatico allarme sulle condizioni economiche dell’ateneo. Quest’anno l’Università riceverà dal Fondo per il finanziamento ordinario 93 milioni di euro. Ma tra il 2010 e il 2011, per effetto del decreto Gelmini e della Legge Finanziaria, la somma scenderà a circa 81 milioni. Secondo il rettore Tomasi gli effetti saranno due: la necessità di aumentare le tasse universitarie per pagare gli stipendi e il blocco totale della sostituzione dei docenti che lasceranno la cattedra per andare in pensione o a lavorare altrove. "Non è con tagli indifferenziati – ha detto Tomasi – che si potrà uscire dalla crisi dell’Università". Il rettore ha proposto la creazione di un Comitato di indirizzo con la presenza degli enti locali e degli imprenditori, a cui ha chiesto di partecipare al finanziamento dell’ateneo: "Da tre anni – ha sottolineato – i finanziamenti locali sono praticamente azzerati". Gli investimenti sostenuti per sedi, aule e laboratori hanno dissanguato l’ateneo. L’Università ha dovuto mettere a punto un piano di rientro dall’esposizione debitoria che la costringerà a versare un milione e mezzo di euro all’anno per i prossimi 20 anni. Ma deve anche fare nuovi investimenti sul patrimonio edilizio. La ex Caserma Zucchi, ha detto il rettore, è insufficiente per ospitare due facoltà. E all’ex S. Lazzaro deve essere realizzato un nuovo edificio per laboratori. Un intervento, quest’ultimo, che sarà portato a compimento grazie a un ingente prestito dell’Inpdap, che l’ateneo dovrà rimborsare con pesanti rate annuali. In vista ci sono altri tagli all’offerta formativa, dopo gli 8 corsi di laurea chiusi o accorpati fra Reggio e Modena quest’anno. Sarà il Senato Accademico, sulla base delle indicazioni del Nucleo di valutazione interno, a decidere cosa conservare e cosa tagliare.

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