Unipol, utile a 843 milioni in 9 mesi


Unipol ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile di 843 milioni di euro, a fronte di una perdita di 229 milioni registrata nello stesso periodo del 2017, esercizio impattato dai costi di ristrutturazione del comparto bancario. L’utile, si legge in una nota, beneficia di una plusvalenza di 309 milioni legata alla cessione di Popolare Vita. La raccolta a parità di perimetro sale del 5,1% a 8,6 miliardi di euro mentre l’indice di solvibilità regge allo spread, salendo nel terzo trimestre da 160 a 161%.
Unipolsai, controllata in cui sono concentrate le attività assicurative del gruppo Unipol, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile di 862 milioni di euro, raddoppiato rispetto ai 430 milioni dello stesso periodo del 2017, grazie anche al contributo della plusvalenza di 309 milioni generata dalla cessione di Popolare Vita. La raccolta premi, si legge in una nota, sale del 5,1% a 8,6 miliardi a parità di perimetro. Al 30 settembre l’indice di solvibilità individuale di UnipolSai è pari al 248% del capitale richiesto, a fronte del 252% del 30 giugno, mentre l’indice di solvibilità consolidato basato sul capitale economico ammonta al 201% rispetto al 206% di fine giugno. A fine 2017 i due indici era pari, rispettivamente al 263% e il 210%. La flessione subita nel corso dei nove mesi, spiega Unipol, “è dovuta prevalentemente all’allargamento dello spread sui titoli governativi italiani”.
Unipol Banca ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile prima delle imposte pari a 27 milioni di euro, a fronte della perdita di 941 milioni di euro generata dalla pulizia dai crediti deteriorati sopportata nello stesso periodo del 2017. Lo comunica il gruppo Unipol in una nota, sottolineando che Lo stock di credito deteriorato netto risulta pari a 426 milioni di euro, mentre le sofferenze nette si attestano a 25 milioni di euro, con tassi medi di copertura ai migliori livelli di mercato (74,3% sulle sofferenze e 46,1% sugli unlikely to pay). UnipolReC, la società in cui sono confluiti 3 miliardi di sofferenze di Unipol Banca, chiude i primi nove mesi con un calo di 250 milioni di euro di crediti deteriorati lordi sui quali ha incassato 79 milioni (32% del valore lordo), con riprese nette di valore di 24 milioni.

Escludendo dal 2018 e dal 2017 gli effetti delle componenti non ricorrenti e mantenendo il perimetro omogeneo, l’utile dei primi nove mesi 2018 si attesta a 522 milioni, in crescita rispetto ai 508 milioni del 2017, grazie in particolare ad un miglior contributo della marginalità tecnica. La raccolta premi nel ramo danni è stata pari a 5,6 miliardi di euro, in linea con i primi nove mesi del 2017 mentre nel vita è salita del 16,6% a 3,1 miliardi. Il Combined ratio lavoro diretto, indice della redditività della gestione tecnica, migliora al 94,5% rispetto al 96,8% dello stesso periodo del 2017. La redditività degli investimenti finanziari si conferma anche nel 2018 al 3,9%. Il patrimonio netto consolidato scende nei nove mesi di oltre 700 milioni di euro, da 7.453 a 6.677 milioni per effetto sia del “calo della riserva da valutazione dei titoli classificati AFS”, che risente della perdita di valore dei titoli di stato italiani, ma anche della distribuzione dei dividendi, della diminuzione del patrimonio di terzi derivante dal deconsolidamento di Popolare Vita e della prima applicazione dell’IFRS 9 (-30 milioni). Lo spread è anche all’origine della riduzione, nel corso dei nove mesi, dell’indice di solvibilità, sceso dal 166% al 161% a fine settembre.

Nel ramo danni la raccolta è stata pari a 5,6 miliardi di euro, in linea con i primi nove mesi del 2017 mentre nel vita è cresciuta a 3,1 miliardi di euro (+16,6%). Il Combined ratio del lavoro diretto migliora al 94,7% rispetto al 97,9% registrato al 30 settembre dello scorso anno. La redditività degli investimenti finanziari si conferma al 4,1%. Ricalcolando i risultati a perimetro omogeneo, l’utile consolidato si attesta a 568 milioni, in linea con i 567 milioni di un anno fa, grazie al miglioramento tecnico registrato nel comparto danni.

L’allargamento dello spread tra Btp e Bund ha pesato, nel terzo trimestre, per quattro punti base sul solvency ratio di Unipol e per sei punti base su quello di UnipolSai. Lo ha detto l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, in conference call con gli analisti. Cimbri ha anche spiegato che per il gruppo ora “è entrato in funzione il volatility adjustment per cui rispetto alla situazione di settembre, ovvero con uno spread a 270 punti, 100 punti di movimento del differenziale Btp-Bund “ci lasciano un livello di solvency allo stesso livello di settembre”.

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