Unipol, utile 9 mesi in crescita, cala la raccolta


Il gruppo Unipol ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile consolidato di 594 milioni di euro, in crescita del 37,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. La raccolta premi, a parità di perimetro, scende del 6,2% a 12,08 miliardi. Il margine di solvibilità nei nove mesi è salito dal 169% al 173%. Unipolsai, controllata assicurativa del gruppo Unipol, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile di 602 milioni di euro, in crescita dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2014. A parità di perimetro la raccolta assicurativa, si legge in una nota, è scesa del 10,9% a 10,16 miliardi. Pesano sia la flessione del 5,8% nel ramo danni, con 5,25 miliardi di premi raccolti, che quella del 15,7% nel vita, la cui raccolta si ferma a 4,91 miliardi. Nei nove mesi il margine di solvibilità sale dal 166% al 181%.  L’utile del 2015 si confronta con i 431 milioni dei primi nove mesi del 2014, che comprendevano la plusvalenza per la cessione di parte del portafoglio premi di Milano Assicurazioni ad Allianz e gli accantonamenti sulla controllata Unipol Banca, superiori a quanto contabilizzato nei primi nove mesi dell’esercizio 2015. Per quanto riguarda la raccolta, il ramo danni ha registrato una flessione del 5,5% a 5.67 miliardi mentre il ramo vita è sceso del 6,8% a 6,41 miliardi. L’utile prima delle tasse del comparto assicurativo è pari a 1,04 miliardi (+7%), con il contributo del vita (305 milioni a fronte dei 193 milioni del 2014) che compensa il calo del danni (da 779 a 734 milioni). Peggiora dal 93,8% al 95% il combined ratio del ramo danni, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa. Chiude in utile per 8 milioni Unipol Banca (22 milioni nel 2014) che riduce gli impieghi del 4,6% a 8,97 miliardi, di cui 3,87 miliardi deteriorati (in calo rispetto ai 3,93 miliardi del 2014). Male il comparto immobiliare, in rosso per 90 milioni (-34 milioni nel 2014) dopo 69 milioni di svalutazioni effettuate nel semestre. Torna all’utile Atahotels (4 milioni) anche grazie alla spinta delle strutture milanesi che hanno beneficiato dell’Expo. Quanto all’evoluzione della gestione “il gruppo sta ultimando le attività di integrazione” con Fonsai “definite nel Piano Industriale 2013-2015 e ha in corso la definizione delle linee guida strategiche a supporto della predisposizione del nuovo Piano Industriale per gli anni 2016-2018”.  Il risultato del 2015 si confronta con l’utile di 593 milioni realizzato nel 2014, che beneficiava però della plusvalenza per la cessione di parte del portafoglio premi di Milano Assicurazioni ad Allianz. Il risultato ante imposte del comparto assicurativo scende a 954 milioni rispetto ai 963 milioni nei primi nove mesi del 2014. A tale risultato contribuiscono il settore danni per 653 milioni di euro (773 milioni lo scorso anno) e il settore vita per 301 milioni di euro (190 milioni nel 2014). Nel ‘danni’ il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa, registra un peggioramento al 95,7% rispetto al 94,4% dei primi nove mesi del 2014. Nell’ultimo trimestre, spiega la nota, la raccolta premi dell’rc auto mostra segnali di “recupero rispetto al primo semestre 2015, grazie alle azioni avviate a partire dal secondo trimestre con l’obiettivo di rendere più competitiva l’offerta sia in termini di nuove acquisizioni sia sul fronte dei rinnovi”.

Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, non chiude la porta a un possibile aumento della cedola riferita all’esercizio 2015. “Vediamo, aspettiamo di chiudere l’esercizio” ha detto Cimbri rispondendo a un analista in conference call. “Il bilancio di Ugf – ha aggiunto – lo approveremo tra qualche mese, vediamo”. Una fusione tra Unipol e UnipolSai “è una cosa che non abbiamo e non intendiamo prendere in considerazione”. Lo ha detto l’amministratore delegato delle due compagnie, Carlo Cimbri, interpellato sulla possibilità di un accorciamento della catena societaria in caso di cessione di Unipol Banca nell’ambito del risiko bancario. “La semplificazione Ugf-Unipolsai – ha ribadito – è una cosa che non abbiamo e non intendiamo prendere in considerazione”. Cimbri ha ricordato che le 1.600 uscite volontarie seguite all’integrazione con Fonsai – fatte “sempre in accordo con i sindacati” e “senza traumi per le persone” – produrranno un risparmio di costi, a partire dal 2016, “di poco più di 130 milioni di euro”. “Se c’è spazio per altre attività di questo tipo lo vedremo nell’ambito del prossimo piano industriale”, attualmente in corso di definizione e che verrà presentato nel 2016. Ma il lavoro di riduzione dei costi prosegue anche su altri fronti. “Stiamo lavorando in questi giorni per smontare una struttura per cui Fondiaria paga 30 milioni di affitto all’anno e anche di questo beneficeranno i futuri conti economici”. Nei primi nove mesi dell’anno, ha ricordato Cimbri, Unipol ha risparmiato 130 milioni, tra costo del personale (circa 70 milioni) e altri costi di funzionamento (circa 60 milioni). Nel 2016 l’attesa è di risparmiare circa 136 milioni solo sul fronte dei costi del personale.

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