Unipol, semestrale tra luci e ombre


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Il gruppo Unipol ha chiuso il primo semestre del 2017 con una perdita di 390 milioni di euro a causa degli “effetti del piano di ristrutturazione del comparto bancario”, che prevede un innalzamento delle coperture sui crediti deteriorati e la creazione di una bad bank. Al netto delle rettifiche l’utile sarebbe stato di 390 milioni di euro, in crescita rispetto ai 276 milioni del primo semestre del 2016. I premi del periodo, si legge in una nota, calano da 8,4 a 6,3 miliardi di euro. Ammontano a 962 milioni di euro le rettifiche su crediti e altre attività finanziarie registrate da Unipol Banca nell’ambito del progetto di ristrutturazione del comparto bancario decisa dal gruppo Unipol. Il piano, che porterà alla creazione di una bad bank in cui confluiranno circa 3 miliardi di npl, ha determinato un effetto economico negativo per 780 milioni di euro sui conti semestrali della Unipol Banca, che chiude con una perdita prima delle imposte pari a 940 milioni di euro, si legge in una nota. Le rettifiche su crediti, sottolinea Unipol, hanno portato la copertura dei crediti deteriorati “a livelli di eccellenza nel sistema bancario italiano, innalzandolo all’80% per le sofferenze, al 40% per gli unlikely to pay (inadempienze probabili, ndr) e al 70,4% per i crediti deteriorati complessivi. La raccolta diretta nel ramo danni è salita dello 0,4% a 4.026 milioni di euro, frutto del contributo sostanzialmente stabile di UnipolSai (-0,3%) e della crescita dell’8,3% delle altre compagnie direttamente controllate da Unipol, con Unisalute che continua a valorizzare le proprie competenze specialistiche (+6,4%). Il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica, registra unn ,lieve peggioramento, dal 94,7% del 2016 al 95,3%. “Il costante presidio esercitato sulla liquidazione dei sinistri unitamente alla solidità della riservazione – spiega Unipol – hanno consentito di compensare gran parte degli effetti negativi legati all’ulteriore calo registrato dal premio medio rca, all’incremento registrato nella sinistralità da eventi atmosferici e alla maggior presenza di sinistri di importo rilevante”. L’utile ante imposte del settore ha registra una crescita da 268 a 368 milioni di euro. Nel ramo vita il calo del 47,7% della raccolta, scesa a 2,3 miliardi di euro, “conferma la scelta strategica di limitare i flussi di prodotti tradizionali con rendimento legato alle gestioni separate e di orientare l’offerta da parte delle reti di vendita su prodotti multiramo e linked”. Il risultato ante imposte del settore è sale da 193 a 212 milioni. La ristrutturazione della banca pesa anche sul settore ‘holding e altre attività’, che chiude con una perdita ante imposte di 139 milioni (-58 milioni nel 2016), dovendo scontare gli effetti negativi per 105 milioni relativi alla risoluzione dell’accordo di indennizzo con la controllata Unipol Banca. Per quanto riguarda la gestione finanziaria, la redditività lorda del portafoglio degli investimenti assicurativi ha ottenuto nel semestre un rendimento particolarmente significativo, pari al 3,9% degli asset investiti. L’indice di solvibilità di gruppo, calcolato secondo la normativa Solvency II scende nel semestre dal 141% al 133% a causa degli effetti del piano di ristrutturazione del comparto bancario. Il Solvency Ratio consolidato basato sul capitale economico si riduce dal 161% al 153%. Nel prossimo triennio sulla banca stand alone ci aspettiamo risultati in crescita fino a una redditività del 7-8% alla fine del piano”. Lo ha detto il consigliere delegato di Unipol, Carlo Cimbri, in conference call con gli analisti. “Il costo del credito e del rischio che noi abbiamo stimato sulla good bank con una certa prudenza e uno scenario che consolida la ripresa attuale sull’economia italiana è un costo del rischio che sta attorno ai 70-75 punti e quindi quello che ci aspettiamo è una progressione di redditività accettabile per quanto riguarda il gruppo” ha spiegato Cimbri. Questo “finché la banca rimane nel perimetro del gruppo” in quanto rimane l’intenzione di trovarle un partner. Per Unipol Banca in ogni caso non partirà una “corsa degli impieghi” e “le politiche restano sempre di grande prudenza sulla concessione del credito”.

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