Unipol-Sai, la caccia alla lettera non preoccupa Cimbri


27 LUG. 2012 – "Perché dovremmo essere preoccupati?". Risponde con una domanda Carlo Cimbri ai giornalisti che lo attendono nei pressi di piazzetta Cuccia. Per l’amministratore delegato di Unipol oggi è giorno di incontri informali. La sua visita a Mediobanca si deve a una semplice riunione per fare il punto su come sta andando l’aumento di capitale. E’ lo stesso Cimbri a spiegarlo ai cronisti. Ciò che il mondo della finanza, e anche i piccoli risparmiatori, vorrebbero sapere sono due cose: se veramente esiste l’accordo surrettizio firmato da Alberto Nagel di Mediobanca che promette una ricca buonuscita alla famiglia Ligresti in cambio di un nulla osta all’operazione di salvataggio da parte di Unipol. E come finisce, nel caso si trovi il documento originale, la partita finanziaria "Grande Unipol", ovvero la fusione a quattro tra la compagnia delle coop, Premafin Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni. Il capitolo della lettera firmata è l’ultimo della telenovela. Gli sviluppi potrebbero portare anche alla ridiscussione da parte della Consob dell’esenzione da Opa concessa a Unipol. Carlo Cimbri al momento non è però turbato da tale scenario. A chi gli ha chiesto un parere sulla versione di Salvatore Ligresti, ha risposto: "Non posso esprimere un parere su cose che non conosco. Ora aspettiamo che si faccia chiarezza". "Tutta questa storia l’abbiamo appresa grazie alle agenzie di stampa", ha aggiunto il numero uno di Unipol che, in merito all’avvocato Cristina Rossello, segretaria del patto di Mediobanca, ha precisato di averla sentita nominare per la prima volta in questi giorni: "E’ un avvocato che non ha mai partecipato a riunioni e incontri e non è mai stata coinvolta nell’operazione né per conto di Premafin né per Mediobanca".

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