Unipol, rinviato a giudizio Giovanni Consorte


MILANO, 18 SET. 2009 – Comincerà a febbraio a Milano il processo per il tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol. Giovanni Consorte, ex numero uno del gruppo assicurativo, è stato rinviato a giudizio insieme al suo vice Ivano Sacchetti e ad altri vertici della società. Tra le accuse l’ostacolo all’autorità di vigilanza, l’aggiotaggio e l’insider trading. Contemporaneamente, per quanto riguarda la vicenda del riacquisto di obbligazioni Unipol, Consorte e Ivano Sacchetti saranno processati a Bologna. Il giudice ha mandato a processo, tra gli altri, anche l’allora direttore generale di Unipol, Carlo Cimbri, i banchieri Giovanni Zonin e Giovanni Alberto Berneschi, ai tempi rispettivamente presidente di Banca Popolare di Vicenza e Carige, e anche tutti i cosiddetti contropattisti tra cui gli immobiliaristi Stefano Ricucci e Danilo Coppola e Vito Bonsignore. Tra gli imputati prosciolti ci sono le banche Nomura e Credit Suisse First Boston con i loro esponenti e l’imprenditore Marcellino Gavio. Tra i rinvii a giudizio c’è anche Deutsche Bank e inoltre la stessa compagnia assicuratrice Unipol. La decisione del Gup di Milano Luigi Varanelli ha lasciato di stucco Consorte. “Accolgo con sorpresa e stupore la decisione del Gup del Tribunale di Milano”, ha detto l’ex presidente e amministratore delegato di Uniopol. “I miei avvocati e io abbiamo fornito un’ampia e dettagliata documentazione che, insieme alle testimonianze rese e alle memorie difensive – ha sottolineato – confermavano ed evidenziavano la mia totale estraneità rispetto ai fatti riferiti dall’accusa per la vicenda Bnl. Sono reduce da 10 tra archiviazioni e proscioglimenti e continuerò ad avere fiducia nei magistrati, molti dei quali in questi anni, nelle vicende a cui sono chiamato a rispondere, hanno dimostrato di andare oltre gli sconcertanti aspetti politici”.In un lungo comunicato, Giovanni Consorte ha annunciato che chiederà lo svolgimento del processo sulla vicenda Bnl alla presenza dei principali organi d’informazione. E che porrà all’attenzione dei media, oltre "alla correttezza del mio operato, la poca trasparenza delle dinamiche politiche e processuali che hanno di fatto dato origine al fallimento della scalata a Bnl".

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