Unipol ricapitalizza la banca e rivede gli obiettivi


BOLOGNA, 4 AGO. 2011 – Nel 2010, passati i primi sei mesi dell’anno, l’utile netto registrato da Unipol registrava un tile netto negativo di 26 milioni, Nel primo semestre 2011, invece, lo stesso valore non solo è preceduto dal segno più, ma si attesta additirttura a livello 57 milioni. E senza considerare nel nuovo perimetro societario gli otto milioni di contributo di Bnl Vita. Il gruppo bolognese, inoltre, sottolinea che sul questo dato incide la modifica delle aliquote Irap per banche e assicurazioni introdotta dalla manovra economica, a cui si devono maggiori imposte pari ad oltre 19 milioni, escludendo le quali il risultato netto consolidato sarebbe a 76 milioni. Una buona semestrale, insomma, in cui la gestione industriale assicurativa prosegue in linea con gli obiettivi del piano industriale. Unipol spiega però che che ad oggi è difficile prevedere l’evoluzione dei mercati finanziari nella seconda parte dell’anno e i relativi effetti economico-patrimoniali. "L’aumento delle aliquote Irap, i cui effetti sono già valutabili, avrà un impatto stimato di circa 25 milioni sui conti sia del 2011 che del 2012, riducendo di conseguenza da 250 a 225 milioni di euro l’utile netto consolidato atteso dal piano industriale nel 2012".Al termine del cda che ha approvato la relazione semestrale è stata poi diffusa una nota in cui si legge che il gruppo ha intrapreso una serie di iniziative per il consolidamento patrimoniale di Unipol Banca e per migliorare la gestione del portafoglio crediti del comparto bancario. Tra i provvedimenti adottati c’é un aumento di capitale ‘infragruppo’ per 100 milioni" che permetterà tra l’altro di rafforzare il Core Tier 1 al 7,4%. Tale operazione non ha impatto sul margine di solvibilità consolidato del Gruppo" rimarca Unipol. Ma tra le misure approvate ce ne è anche una a copertura del rischio, da parte di Unipol Gruppo Finanziario a favore della banca relativo a posizioni creditizie che hanno garanzie reali di natura immobiliare. Il gruppo garantirà questi crediti ‘deteriorati’ per un valore di circa 550 milioni.

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