Unipol non c’è, salta l’assemblea di Premafin


MILANO, 22 AGO. 2012 – Tutto come previsto. Unipol diserterà l’assemblea di Premafin chiesta dal custode dei trust off-shore della holding, Alessandro della Chà, per discutere la revoca dell’aumento di capitale che ha portato il gruppo bolognese a controllare l’81% del capitale dell’ex cassaforte dei Ligresti. Lo rende noto un comunicato di Premafin, che sottolinea come per mancanza di quorum non c’é motivo di pensare che si possa tenere l’assise né in prima convocazione, prevista per domani, né in seconda, fissata per il 28 agosto.La compagnia bolognese, che detiene oltre l’80% della holding ex Ligresti, il 10 agosto scorso in una lettera a Premafin ricordava l’avvenuta sottoscrizione dell’aumento da 339 milioni di euro, sottolineava che l’aumento si è "irrevocabilmente perfezionato" e che dunque l’oggetto dell’assemblea "é divenuto impossibile". La questione dovrebbe essere chiusa e sono assai improbabili reazioni di Della Chà, chiamato dalla Procura di Milano a valorizzare i titoli Premafin sequestrati ai trust The Heritage e Ever Green, cioé le società off-shore utilizzate da Salvatore Ligresti per sostenere le quotazioni della holding. Il custode aveva infatti chiesto lo scorso 26 giugno la nuova riunione dei soci in quanto riteneva che, nell’assemblea del 12 giugno che aveva approvato l’aumento riservato a Unipol, gli azionisti non fossero stati messi nella condizione di valutare progetti alternativi, in particolare quello di Sator e Palladio, progetti che però nel frattempo sono stati ritirati.

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