Unipol, l’utile vola


Le plus valenze finanziarie, derivate dalla cessione dei titoli di stato in portafoglio, spingono la trimestrale di Unipol che schizza a oltre il doppio rispetto ai primi tre mesi del 2014.
Nel presentare questi numeri l’ad Fausto Cimbri ha inoltre rilanciato il ruolo di Unipol nello scacchiere delle aggregazioni delle popolari. “Penso che un gruppo assicurativo di queste dimensioni possa essere un azionista utile” ha detto ribadendo la disponibilità a utilizzare Unipol Banca per diventare azionista di un altro istituto. “Se troviamo un’opportunità per creare valore per il gruppo la studiamo con attenzione” ha concluso. Guardando ai numeri da gennaio a marzo il gruppo ha registrato un utile netto consolidato di 312 milioni di euro, in crescita del +135%. Scende invece dello 0,8% la raccolta assicurativa a quota 4 mld e mezzo.
La flessione dei premi deriva dal calo nel ramo danni (-5,5%) solo parzialmente compensato dalla crescita nel ramo vita (+3,1%). Peggiora il combined ratio (cioè il peso di sinistri e spese rispetto ai premi incassati), salito da 92,3% al 95,3%, anche a causa degli “ingenti danni” provocati dal maltempo. Unipol Banca ha chiuso il trimestre con un utile di 3 milioni, in calo rispetto i 4 del 2014, mentre nel settore immobiliare, in perdita per 2 milioni, l’attività “si è concentrata sulle ristrutturazione di alcuni immobili in portafoglio”. UnipolSai, controllata dal gruppo Unipol, presenta invece un utile trimestre di 310 milioni con un incremento del +66,6%, e premi per 3,7 mld al netto della cessione del ramo d’azienda ad Allianz.

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