Unipol entra in Fonsai,ma Ligresti resta


MILANO, 30 GEN. 2012 – L’accordo è arrivato ieri sera: il maxi polo assicurativo targato Unipol-Fonsai si farà. Per il riassetto, il gruppo assicurativo si farà carico di un aumento di capitale riservato di Premafin da 400 milioni di euro, ma senza ricorrere a un’Offerta pubblica di acquisto. I Ligresti, oggi azionisti di maggioranza con oltre il 50%, resteranno soci con una quota diluita secondo le attese attorno al 10%. Così rafforzata, Premafin potrà sottoscrivere a sua volta parte dell’aumento di capitale sopra il miliardo di euro necessario per il salvataggio di Fondiaria Sai. Questo è almeno l’importo atteso, mentre la compagnia non ha ancora ufficializzato le cifre su ricapitalizzazione e perdite. Queste ultime, però, potrebbero essere ben peggiori anche del rosso per 925 milioni inizialmente ipotizzato, portandosi più verso gli 1,3 miliardi. E’ già ufficiale invece l’aumento che verrà realizzato per Unipol, che sarà di 1,1 miliardi. Le delibere sono arrivate dopo un rush finale che ha visto i consigli di Unipol, Finsoe e Premafin spalmati su due giorni per consentire una revisione al foto-finish del riassetto, rispetto allo schema iniziale, dopo l’intervento della Consob e la decisione di rivedere i termini dell’operazione rendendola più vicina al mercato. Non ci sarà dunque alcuna Opa su Premafin e saranno trattati in modo uguale gli azionisti Milano Assicurazioni, Fonsai e Premafin, soprattutto rispetto alla "super" buonuscita inizialmente garantita ai Ligresti con la cessione della loro quota (era di 76,9 milioni il prezzo per le loro quote pattuito alla firma della lettera di intenti il 12 gennaio) e una lauta remunerazione per un patto di non concorrenza (14 milioni in tutto). La famiglia, da quanto si è appreso prima che l’esito dei consigli di ieri venisse formalizzato in un comunicato stampa, dove sono attesi altri dettagli dell’operazione, secondo quanto si è appreso non sottoscriverà alcun accordo di sindacato con Unipol sulle quote Premafin, e non avrà accordi di vendita in un secondo tempo (put). E’ possibile che esca già al momento della fusione esercitando il diritto di recesso, ma questo è uno dei tasselli su cui si farà forse più luce con l’annuncio ufficiale del riassetto. I consigli delle quattro società quotate chiamati ad approvare i termini e gli elementi essenziali della fusione, come pure le assemblee straordinarie di Unipol e Fonsai sono attesi entro marzo. L’assemblea straordinaria di Premafin sull’aumento è prevista per i primi di maggio, mentre gli aumenti Unipol e Fonsai dovrebbero venir realizzati entro maggio, per completare così l’integrazione entro fine anno. Intanto già nei prossimi giorni Unipol avvierà con Fondiaria, Premafin e Milano un tavolo tecnico per negoziare la definizione degli elementi di dettaglio del progetto e della connessa futura fusione. Entro metà febbraio, poi, Unipol riunirà nuovamente il Cda per la convocazione dell’assemblea sull’aumento di capitale. L’impegno di Unipol è subordinato, tra l’altro, all’arrivo entro il 20 luglio del via libera di Antitrust e della conferma Consob che l’operazione non comporterà alcun obbligo di Opa a cascata. Sono espressamente previste, poi, le dimissioni e le manleve dei consiglieri Premafin dalla data di sottoscrizione dell’aumento di capitale.LA BORSA RISPONDE NEGATIVAMENTELa scelta di realizzare l’operazione senza Opa ha avuto effetti negativi sui titoli di Fonsai e Premafin a Piazza Affari. Entrambi sono stati sospesi per eccesso di ribasso in mattinanta. Poi Premafin ha chiuso con uno spaventoso -22% e Fonsai con un altrettanto deludente -8,3%. Anche Unipol, partita in positivo, è stata risucchiata nel vortice arrivando a -3,32%. All’affossamento ha contribuito anche una previsione di perdite più alta del previsto. Nel 2011 dovrebbero ammontare a 1,1 miliardi: proprio come l’aumento di capitale compreso nell’accordo. Molto basso anche il margine di solvibilità, che – a fronte di un minimo regolamentare del 100% – è  stimato a 75%.

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