Unipol, Consorte e Sacchetti prosciolti a Roma. Mentre a Milano è stato chiesto il loro rinvio a giudizio


ROMA, 18 FEB. 2009 – Gli ex responsabili di Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, nonché l’immobiliarista Vittorio Casale, sono stati prosciolti oggi dal gup di Roma Valerio Savio nell’ambito dell’inchiesta sulla dismissione di 133 immobili del gruppo assicurativo bolognese. Il gup non ha quindi accolto le richieste dei pm Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini che avevano sollecitato il processo per gli imputati. Il proscioglimento è stato esteso anche ad altre tre persone, Gianmarco Committeri, Massimiliano Troiani e Anna Maria Ferrara, legati a Casale. L’ex presidente di Unipol Consorte e il suo vice Sacchetti erano accusati di appropriazione indebita e di infedeltà, ma il gup ha prosciolto gli imputati perché il fatto non sussiste. La vicenda giudiziaria faceva riferimento alla cessione di 133 immobili del patrimonio immobiliare di Unipol in favore di una società dell’immobiliarista Vittorio Casale, la Glenbrooker, per 250 milioni di euro tra il 2004 e il 2005. Gli immobili furono poi rivenduti a Pirelli Real Estate e fruttarono una plusvalenza da 55 milioni sequestrati dalla guardia di finanza. Oggi il gup ha disposto il dissequestro della somma.L’avvocato Emilio Ricci, difensore di Giovanni Consorte, si è detto soddisfatto per il proscioglimento del suo assistito. "Abbiamo combattuto duramente – ha commentato a conclusione dell’udienza – abbiamo portato atti, documenti, e consulenze per chiarire la trasparenza di tutte le operazioni compiute. Valuteremo i passi da compiere nei confonti di chi ha approfittato della vicenda". Secondo l’accusa, Consorte e Sacchetti avrebbero ricavato 9,5 milioni di euro dalla dismissione dei 133 immobili. Un’ "operazione di trading immobiliare legittima, corretta e documentata" che ha determinato un utile: così Consorte definì ai pm la vicenda nella quale fu coinvolto.A Milano invece, nel corso dell’udienza preliminare per il tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol e che vede nuovamente tra gli imputati gli ex vertici della compagnia assicurativa bolognese Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti assieme all’ex governatore di Banca Italia Antonio Fazio e all’ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani, l’avvocato di parte civile Giovanni Accinni, legale del Banco di Bilbao (Bbva), ha insistito per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e ha attaccato la Consob. L’avvocato del Bbva, durante il suo intervento, ha ritenuto che Consob abbia delle corresponsabilità nella vicenda, in quanto Consorte, come del resto ha dichiarato lui stesso in aula, ha sempre dato "informazioni preventive" all’organo di vigilanza, a Banca d’Italia e anche all’Isvap. Le dichiarazioni di Consorte hanno portato l’avvocato Accinni a sostenere che Consob aveva tutti gli elementi per intercettare le attività illegittime, intervenire e tutelare il mercato e che si è mossa solo quando il tentativo di scalata occulta era diventato palese. Il legale ha parlato di "un’Opa privata" di cui Consob sapeva e che non avrebbe controllato. Il legale di Consob, Emanuela Di Lazzaro, a proposito delle dichiarazioni di Accinni, fuori dall’aula dell’udienza preliminare, ha ricordato quanto ha già sostenuto davanti al gup e cioé che "Consorte aveva informato la vigilanza solo dei suoi acquisti e non di quelli dei concertisti occulti". In aula hanno poi preso la parola le difese di una cooperativa e di un imputato. L’udienza verrà quindi aggiornata in base al calendario al 16 marzo.

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