Unipol, Consorte attacca: “Erano i politici a cercarmi, io non ho mai telefonato”


MILANO, 21 GEN. 2009 – "Io non li ho mai cercati. Le telefonate di Latorre, D’Alema e Fassino le ho sempre ricevute. Non c’é una chiamata fatta da me. Traetene voi le vostre conseguenze". Lo ha detto l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, imputato a Milano per il tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, a margine dell’interrogatorio che si sta tenendo all’udienza preliminare che si sta celebrando davanti al gup Luigi Varanelli. Consorte, il cui esame da parte del pm Luigi Orsi riprenderà a breve, nella pausa pranzo, parlando con i giornalisti, ha anche parlato delle conversazioni intercettate tra lui e i tre politici e che, eccetto quelle con D’Alema che sono state stralciate, sono alla base di una delle accuse a lui contestate, quella di insider trading (l’altra è aggiotaggio)."Nel contesto di quelle telefonate – ha aggiunto Consorte – non c’é nulla che non fosse già stato pubblicato dai giornali. Avevo ricostruito l’andamento del titolo Bnl dal 1 al 15 luglio 2005. Il titolo, tra l’altro, non ha avuto alcuna variazione anomala e quindi le informazioni emerse in quelle conversazioni non erano price sensitive". Questa mattina l’ex numero uno della compagnia assicurativa è stato interrogato su alcune dichiarazione rese dall’ex Ad di Bpi, Giampiero Fiorani, e, in base a quanto detto dallo stesso Consorte, gli sono state poste domande dal pm sulle informazioni rese al mercato prima dell’operazione. "Non c’é stato atto che noi abbiamo fatto – ha aggiunto – di cui non sia stata data informazione preventiva a Consob, Banca d’Italia e Isvap".

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